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Siracusa| Sit in protesta al Quintiliano: carenza di servizi e senza riscaldamento

4 Dicembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Sit in protesta al Quintiliano: carenza di servizi e senza riscaldamento
Cronaca
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Volevano occupare la scuola ma poi hanno desistito uscendo fuori il portone a inscenare un sit in di protesta contro la mancanza di bagni adeguati al numero degli studenti. Ci troviamo al Quintiliano di via Tisia che sta protestando anche per nome e per conto della succursale di via Pitia dove addirittura i riscaldamenti non funzionano.

Alla Centrale del Quintiliano in via Tisia si protesta contro la carenza dei servizi igienici e le cattive condizioni delle tubature che andrebbero cambiate: solo tre gabinetti per le studentesse in tutto l’istituto – ci riferiscono i rappresentanti d’Istituto – tubature arruginite o intasate con conseguenti problemi per lo sciacquone. In succursale manca il gas per il riscaldamento e nessuno sinora avrebbe pensato all’approvvigionamento.

Purtroppo è il solito valzer di responabilità: il dirigente scolastico teme, e ne ha buon motivo, per la cattiva immagine della scuola e si sente “inerme” di fronte al solito gap istituzionale e politico scaturito dal caso soppressione ex Province, enti che aveva, e avrebbero ancora, diretta competenza sugli istituti superiori. Ma i noti problemi finanziari dell’attuale Libero Consorzio commissariato non farebbe presagire nulla di positivo: che sia arrivato il momento di passare tutto in mano allo Stato anzichè alla Regione?

Gli studenti ormai conoscono bene i termini della questione: “Tralasciando il problema del controsoffitto – dicono i rappresentanti del Quintiliano – abbiamo urgenza di risolvere le fondamentali questioni legati all’igiene e al riscaldamento nelle classi. Noi una scuola cosi non la vogliamo, non la riconosciamo. Ci siamo rivolti, per disperazione, pure all’assessore alle Politiche Scolastiche del Comune di Siracusa (pur sapendo che la scuola non sia di competenza comunale), abbiamo contattato anche l’ASP di Siracusa per intervenire prontamente, abbiamo chiesto il supporto dei genitori che in questo percorso non ci abbandoneranno e sapranno ricondurci sicuramente al più mite consiglio. Però, vi prego, intervenite al più presto. Questa non è Scuola”. (r.t.)

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