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Siracusa| Soppressione quartieri, Pantano: «Un’umiliazione ai danni dei cittadini»

Siracusa| Soppressione quartieri, Pantano: «Un’umiliazione ai danni dei cittadini»
Politica
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Per il presidente del coordinamento dei consigli circoscrizionali di Siracusa si tratta di un provvedimento incomprensibile: «Avevamo manifestato, in una audizione presso la prima commissione dell’Ars, la volontà di esercitare il mandato gratuitamente pur di mantenere un organo al servizio vero dei cittadini».

«È l’ennesima mortificazione, una umiliazione ai danni dei cittadini del nostro territorio, ai quali è rimasta da fare solo una cosa certa: pagare le tasse a fronte delle quali non si ricevono adeguati servizi». È l’amaro sfogo del presidente del coordinamento dei consigli circoscrizionali Vincenzo Pantano dopo la notizia dell’approvazione all’Ars degli emendamenti proposti da Forza Italia, Pd, Movimento 5 Stelle, Gruppo Misto e Lista Musumeci per la soppressione dei quartieri nella città di Siracusa. «Con questo provvedimento – afferma Pantano – si sta togliendo anche l’unico strumento di democrazia partecipata, consistente nel potersi scegliere i propri rappresentanti locali attraverso il voto. Tutto questo nonostante come presidenti avessimo manifestato, in una audizione presso la prima commissione all’Ars, la volontà di esercitare il nostro mandato gratuitamente pur di mantenere un organo, oserei dire l’unico, al servizio vero dei cittadini, l’unico strumento a disposizione dei cittadini per potersi relazionare con l’amministrazione comunale e cercare di far valere i propri diritti. Siamo fermamente convinti – prosegue Pantano – della necessità di mantenere le circoscrizioni in quanto esse non dovrebbero dipendere dal numero dei cittadini ma dalla vastità del proprio territorio con la relativa densità abitativa. Infatti, basta confrontare Siracusa con Catania per rendersi conto che oltre ad avere un territorio più vasto, ci troviamo a confrontarci con una densità di residenti per chilometro quadrato che equivale a un terzo di quella di Catania, con l’ovvia conseguenza di una maggiore difficoltà nell’amministrare un territorio come il nostro dove si è privilegiata una espansione in orizzontale piuttosto che in verticale. È impensabile ed estremamente dannoso per la democrazia – conclude il presidente del coordinamento dei consigli circoscrizionali di Siracusa – sostituire un organo eletto con un organo nominato, cosa che non accade invece nelle province ben rappresentate in ambito regionale le quali mantengono le circoscrizioni o municipalità, peraltro ben retribuite».

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