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Siracusa| Subito il Grande Parco Autonomo della Neapolis

Siracusa| Subito il Grande Parco Autonomo della Neapolis
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Archeoclub da appuntamento a domani al Polo museale “P. Orsi” per discutere dell’unico grande polmone verde della Città. Granata: “Stop alle speculazioni e alla devastazione del paesaggio”.

Operatori del settore e cittadini comuni si ritroveranno domani (sabato)  all’appuntamento promosso da Archeoclub alle ore 16 nel salone delle conferenze al Museo Archeologico “Paolo Orsi”. L’importante incontro è il preludio della Istituzione del Grande Parco della Neapolis.

Interverranno Mariella Musumeci, Direttore del Polo Museale archeologico Paolo Orsi-Maria Elena Volpes, Dirigente Generale dei Beni Culturali della Sicilia-Giuseppe Voza, Soprintendente Emerito, Fabio Granata, autore della legge 20/2000 istitutiva del Sistema dei Parchi Archeologici in Sicilia.

Relatori di assoluto prestigio e fondamentali per la istituzione del Parco: Mariella Musumeci che è la responsabile e direttrice del Paolo Orsi e della Neapolis, Maria Elena Volpes che è il vertice del sistema dei Beni Culturali siciliani, Giuseppe Voza che rappresenta il “padre nobile”del Parco, oltrechè essere grande archeologo e Soprintendente emerito di Siracusa e Fabio Granata, ideatore e autore della fondamentale legge sul sistema dei Parchi archeologici autonomi in Sicilia, e candidato sindaco al Comune di Siracusa.

“Pretendiamo l’immediata istituzione del Grande Parco Autonomo della Neapolis – esclama Granata -. Una straordinaria attrazione culturale e turistica, un enorme “polmone”verde nel cuore della Città, uno stop alle speculazioni e alla devastazione del paesaggio, una opportunità unica e un sistema organizzato e autonomo. Un tassello imprescindibile per la rinascita culturale, sociale, economica di Siracusa.

La città, con il suo stesso disegno urbanistico e le sue strutture architettoniche, deve tornare a propiziare nella coscienza comune una teoria della politica, un richiamo alla bellezza e alla armonia, alla qualità della vita e alle regole di civiltà, attraverso un’angolatura dello sguardo senza nostalgie verso avanti o verso indietro. Non c’è un’altra dimensione a cui rifarsi: il gioco è qui e ora”.

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