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Siracusa| Sudano e Biamonte, “Siamo con Lo Giudice”

Siracusa| Sudano e Biamonte, “Siamo con Lo Giudice”
Politica
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“L’impressione che i due vicesegretari disegnino una realtà che viene loro trasmessa da chi li condiziona artatamente”

José Sudano, coordinatore esecutivo provinciale PD e Alessandro Biamonte per le politiche ambientali e industria ribadiscono la loro totale fiducia al segretario provinciale Alessio Lo Giudice “attaccato” in queste ore dai suoi due vice segretari e da parte del PD. Di seguito vi proponiamo la nota di Sudano e Biamonte che parlano di “condizionamenti dall’alto”:  “Con questa nota vogliamo affermare e ribadire la nostra totale fiducia politica e personale nei confronti del segretario provinciale del Partito Democratico di Siracusa, Alessio Lo Giudice. Nelle qualità, rispettivamente, di coordinatore dell’esecutivo provinciale e di responsabile delle politiche ambientali e industriali, in seno alla segreteria provinciale, ci teniamo a sottolineare come in questo anno, con la guida di Alessio Lo Giudice, abbiamo svolto tutti insieme, dentro e fuori l’organismo provinciale, un’attività ricca di riflessione, confronto ed iniziative, oggettivamente fuori dall’ordinario per qualunque Partito politico che si impegna oggi per il benessere del proprio territorio. Abbiamo tenuto decine e decine di riunioni e pensato, elaborato e realizzato altrettante iniziative di Partito e pubbliche. Ed è proprio nell’ambito dell’esecutivo provinciale che hanno avuto tutto lo spazio possibile molti giovani, donne ed uomini, che hanno trovato in Alessio apertura, disponibilità e stimolo, per qualunque iniziativa e nei confronti di tutti. Anche in virtù di questo quadro abbiamo operato senza subire mai alcuna ingerenza da parte di esponenti politici del PD esterni all’esecutivo. In questo contesto positivo e innovativo per il PD, ci amareggia leggere le dichiarazioni scomposte, scorrette e comunque prive di lucidità dei sindaci di Ferla e Floridia. Abbiamo l’impressione che i due vicesegretari disegnino una realtà che viene loro trasmessa da chi li condiziona artatamente, forse anche contro la loro stessa volontà e reale consapevolezza. Infatti appare evidente, soprattutto a chi, come noi, vive dall’interno il Partito e riconosce il significato dei comportamenti dei singoli attori, che da quando il segretario provinciale, prima, e il segretario regionale, cittadino e la Direzione provinciale del PD, dopo, hanno chiesto un nuovo governo per la città di Siracusa, i due vicesegretari hanno ricevuto continue sollecitazioni volte a rintuzzare chiunque tenti di mettere in discussione la surreale rappresentazione di una città perfettamente amministrata che non avrebbe bisogno di alcun cambiamento anche a fronte della grave ed evidente perdita di consenso da parte dell’opinione pubblica. Il punto è che le posizioni dei due vicesegretari sono ormai sempre più espresse a titolo personale o, peggio ancora, quali meri megafoni delle proprie correnti e, per queste ragioni, a nostro avviso non rappresentano all’esterno e all’interno del partito posizioni che, sebbene pronunciate da punti di vista diversi, siano in grado di mirare all’interesse generale. In particolare, se proprio dobbiamo scendere a livello delle dinamiche poco appassionanti delle aree a cui, invece, nei fatti sono ossessivamente legati i due vicesegretari, constatiamo delle evidenti anomalie. Basti pensare al caso di Giansiracusa che, nel definirsi prima di ogni altra cosa renziano, conferma, in primo luogo, un comportamento che non si addice a chi, da componente di un organismo di Partito, dovrebbe sempre tentare di parlare per tutti rivolgendosi a tutti. Ma, in secondo luogo, se proprio intende continuare con questa rappresentazione più che parziale della realtà, dovrebbe riconoscere di rappresentare oggi, al più, una sottoarea la cui consistenza è tutta da appurare. Ma, lo ribadiamo, questi sono discorsi che non ci appassionano e, che, al di fuori dei comportamenti dei due vicesegretari, non hanno mai trovato spazio nella segreteria guidata da Alessio Lo Giudice. Alla luce di queste valutazioni, riteniamo comunque che i due vicesegretari siano forse confusi e distratti da altri impegni, e che non siano probabilmente più in grado di fornire alcun contributo all’esecutivo provinciale del PD. Forse sono stanchi e il ruolo di amministratori sottrae loro, comprensibilmente, energia e lucidità, doti che sono però fondamentali per svolgere il ruolo che sino ad oggi ricoprono nel Partito”.

 

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