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Siracusa | Suicidio poliziotto penitenziario. Cgil: “siamo sconcertati”

13 Novembre 2022 | by Redazione Webmarte
Siracusa | Suicidio poliziotto penitenziario. Cgil: “siamo sconcertati”
Sindacale
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José Sudano e Giuseppe Argentino: “apprendiamo con sconcerto dell’ennesima tragedia che oggi colpisce il Corpo di Polizia Penitenziaria. Ci domandiamo perché accadano così frequentemente queste cose”.

“È acclarato che il lavoro che svolge il personale di polizia penitenziaria nell’attuale situazione legata ad una cronica mancanza di personale, con conseguenti aumenti di carico di lavoro, fino a dodici ore lavorative, accorpamenti di posti di servizio in capo ad una sola unità, mancato soddisfacimento dei diritti soggettivi, quali ferie non godute, le continue aggressioni al personale da parte di detenuti violenti, creano una sorta di black out per cui si arriva all’idea che l’unica via d’uscita sia il sopprimersi fisicamente.” Lo affermano in una nota José Sudano, Segretario Generale Funzione Pubblica CGIL Siracusa, e Alessandro Argentino, Coordinatore Provinciale 
CGIL Polizia Penitenziaria, intervenendo sul tragico episodio avvenuto nel carcere aretuseo. “Restiamo in attesa – affermano Sudano e Argentino – che le autorità competenti attraverso le loro indagini potranno dare un quadro più compiuto delle ragioni che hanno spinto il nostro collega a questo  gesto così estremo.

Come Fp Cgil riteniamo – proseguono – che fino ad oggi l’amministrazione e il Governo non siano intervenuti seriamente nell’affrontare questo che ormai è diventato un vero problema: il suicidio del personale della polizia penitenziaria ma anche del restante personale delle forze dell’ordine. Eppure, siamo convinti che devono e possono fare qualcosa per prevenire tali fatti. Ad esempio istituire convenzioni con psicologi nelle varie provincie Italiane ove poter inviare il personale che presentasse atteggiamenti stressogeni al fine di prevenirne questa che ormai è diventata una vera mattanza. E poi, non ultimo, rimpinguare con nuovi arruolamenti il corpo di polizia penitenziaria, che, con i pensionamenti, non rimpiazzati numericamente dalle assunzioni, hanno portato il corpo di polizia penitenziaria ad un ammanco in organico di parecchie migliaia di unità. Esprimiamo – concludono i due sindacalisti della Cgil – le nostre più sentite condoglianze alla famiglia dell’assistente Capo.

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