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Siracusa| Tonnara S. Panagia, parla la Panvini

1 Settembre 2016 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Tonnara S. Panagia, parla la Panvini
Cronaca
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Replica della soprintendenza dopo la conferenza stampa della ditta appaltatrice dei lavori del sito: “Atteggiamenti ostativi della Melita, andiamo avanti anche con altra ditta”

Pronta replica della soprintendente Rosalba Panvini alla ditta Melita Group che sta eseguendo i lavori di recupero della vecchia tonnara di Santa Panagia. Come si ricorderà l’appalto fu dato alla ditta EsseDLemme costruzioni srl nel 2013 dopo qualche mese la comunicazione da parte della Melita dell’acquisizione di ramo dell’azienda e dunque il subentro nel contratto di appalto. Nel contratto si legge chiaramente che l’avvio dei lavori poteva proseguire nonostante il passaggio e che la nuova ditta incaricata avrebbe avuto tutti i requisiti utili. Frattanto si ritardava la consegna delle opere a mare del sito  per meglio verificare considerata la delicatezza dei lavori. Il direttivo operativo diede invece consenso a procedere subito e di pervenire alla consegna dei lavori. A quel punto invece la ditta chiede una perizia di variante lamentando invece una totale difformità dello stato dei luoghi, l’incongruità della categoria dei lavori previsti rispetto al computo metrico estimativo di progetto. Ma la Sopritendenza fa notare che nella variante non fossero previsti interventi migliorativi che comportassero una igmdiminuzione dell’importo dei lavori bensi un sostanziale aumento “anche ai fini di far recuperare all’impresa il ribasso d’asta offerto in sede di gara e pari al 41 per cento circa in totale difformità delle normi vigenti in materia”. “Anzi, la ditta chiese ulteriori somme non concesse dall’amministrazione – continua la nota della soprintendente – la direzione dei lavori avrebbe predisposto una perizia di variante compatibile con le finalità dell’intervento invitando più volte la ditta a sottoscrivere uno schema di sottomissione poi contestato”. In merito alla polemica sulla pericolosità del cantiere per i lavoratori su avviso della Melita Group, la Sovrintendenza precisa che ” il progetto era stato ammesso a gran completo di un piano di sicurezza redatto dalla stazione appaltante, senza il quale i lavori non avrebbero potuto iniziare. Inoltre, risulta infondata la dichiarazione dell’impresa – dice la Panvini – circa la demolizione di edifici ricadenti all’interno del complesso, in quanto si trattava di porzioni di ruderi per i quali era prevista la riconfigurazione originaria come da approvazione del progetto in conferenza dei servizi. Insomma, l’impresa ha sempre disatteso tutti gli ordini impartiti dalla direzione dei lavori compreso quella per la realizzazione di opere idonee per la tutela e la salvaguardia del complesso monumentale, atteggiamenti poco consoni che avrebbero determinato rallentamento dei lavori, danni alle strutture, e perdita del finanziamento. A questo punto la Soprintendenza ha messo in atto tutte le procedure idonee per la rescissione del contratto intraprendendo ogni attività utile al prosieguo delle opere anche facendo ricorso ad altra ditta che aveva già partecipato alle fasi di gara per l’aggiudicazione del progetto”.

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