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Siracusa| Uil, Saveria Corallo rieletta alla Feneal

24 Febbraio 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Uil, Saveria Corallo rieletta alla Feneal
Sindacale
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Al centro del congresso provinciale il rilancio dell’edilizia. Il segretario generale Munafò: “Per ridare dignità ai lavoratori indispensabile che tra le organizzazioni sindacali si prosegua su un percorso unitario”.

Saveria Corallo riconfermata al vertice della segreteria provinciale della Feneal Uil Siracusa. In occasione del XVII congresso territoriale svoltosi alla Cassa Edile si è parlato di “Rilanciare l’edilizia, il lavoro e lo sviluppo che è priorità del territorio”, non prima però, di un momento profondo e commovente visto che il rieletto segretario della categoria degli edili ha voluto dedicare l’incontro di questa mattina alle vittime sul lavoro e alle donne vittime di violenza, attraverso un minuto di raccoglimento.

“Perché il lavoro – ha detto Corallo – deve essere al centro di tutto e da questo congresso è partito un nuovo monito non solo alle segreterie regionali e nazionali di categoria ma anche a tutti gli enti e le amministrazioni varie affinché si facciano carico delle istanze dei lavoratori edili. Dopo anni di continuo calo dell’occupazione, serve che si metta al centro il lavoratore attraverso il rilancio di investimenti pubblici per la costruzione di infrastrutture e con il completamento delle opere incompiute, utili al rilancio del paese e del meridione”.

Per Saveria Corallo (eletta a capo di una segreteria che comprende anche il segretario organizzativo Alessandro Gionfriddo, il componente di segreteria Virgilio Pepe e il tesoriere Salvatore Di Bassiano) dunque la “questione meridionale” è quella di cui spesso ci si dimentica, con il risultato che l’Italia risulta sempre spaccata in due: “Il Sud rimane abbandonato a sé stesso e se non si investe più la forbice della disuguaglianza sociale e lavorativa non si ridurrà. Servono politiche del lavoro adeguate alle aziende e ai lavoratori del meridione che trainino fuori dalla crisi il comparto edile consentendo nello specifico alle aziende di competere con i mercati nazionali e internazionali attraendo investimenti esteri”.

Ecco dunque le priorità per il rieletto segretario provinciale della Feneal Uil: “Occorre portare avanti la lotta per il riconoscimento del contratto di cantiere, strada utile ad un equo trattamento di tutti i lavoratori all’interno dei cantieri edili e soprattutto che le gare d’appalto che prevedono opere edili siano aperte solo alle aziende che applicano il contratto edile. Serve inoltre che si rafforzi il sistema bilaterale che, in un momento così delicato, subisce attacchi feroci soprattutto da quelle pseudo aziende che hanno interesse ad abbassare il costo del lavoro sulla pelle dei propri dipendenti, generando concorrenza sleale. E ancora: che si rimetta in moto il virtuoso sistema di relazioni industriali per la chiusura del contratto nazionale edile, ormai scaduto da oltre un anno, ultimo comparto del settore ancora da firmare. E infine: che non si abbassi mai la guardia sul tema della sicurezza nei posti di lavoro perché gli estremi ribassi nell’acquisizione dei lavori si ripercuotono sulla sicurezza e sullo sfruttamento del lavoro con il conseguente annientamento della dignità dei lavoratori”.

Durante il congresso poi sono stati diversi gli interventi a cominciare dal segretario territoriale generale della Uil Siracusa-Ragusa-Gela, Stefano Munafò, per poi proseguire con il segretario organizzativo territoriale Sebastiano Gionfriddo, il segretario regionale Feneal Uil Francesco De Martino e il tesoriere nazionale Vincenzo Mudaro che ha concluso i lavori per i quali è stato ribadito forte un concetto: “perorare la causa dei lavoratori edili nella delicata e difficile trattativa che si dovrà portare avanti con il governo nazionale per smontare la “riforma Fornero” che costringe gli edili a restare in cantiere fino a 67 anni e che condanna ad una vita di stenti coloro i quali, espulsi dal ciclo produttivo prima dell’età pensionabile, hanno ormai raggiunto un’età anagrafica che rende quasi impossibile il loro reinserimento nel mondo lavorativo. Per fare tutto ciò – questa la chiosa finale – e per ridare dignità ai lavoratori, si ritiene indispensabile che tra le organizzazioni sindacali si prosegua su un percorso unitario”.

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