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TEMPI CERTI E SNELLIMENTO DEI PROCEDIMENTI BUROCRATICI NELLE AUTORIZZAZIONI PER LE TRIVELLAZIONI

TEMPI CERTI E SNELLIMENTO DEI PROCEDIMENTI BUROCRATICI NELLE AUTORIZZAZIONI PER LE TRIVELLAZIONI
Attualità
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Gli assessori all’Energia, Giosuè Marino, e alle Attività produttive, Marco Venturi hanno voluto incontrare i responsabili degli impianti siciliani, per discutere con loro sul tema della raffinazione. “L’impegno e’ quello di convocare un tavolo operativo al quale si proporra’ di partecipare agli altri rami dell’amministrazione regionale competenti per l’adozione dei provvedimenti autorizzativi. Il tavolo avrà il compito di avviare una ricognizione nel settore della raffinazione degli idrocarburi per individuare eventuali criticità’ regolamentari, proponendo soluzioni per snellire le procedure ed i tempi burocratici”. Questo quanto affermato dagli assessori Marino e Venturi per un messaggio chiaro che propone quale parola d’ordine di: “snellire le procedure ed i tempi burocratiche”. L’incontro si è svolto presso l’Assessorato Energia alla presenza del dirigente generale del Dipartimento Energia, Gianluca Galati e dei rappresentanti delle raffinerie di Milazzo, Augusta, Priolo Gargallo e Gela; di Confindustria Sicilia, Confindustria Siracusa e Caltanissetta e dell’Eni. Sono stati evidenziato dai  rappresentanti del mondo produttivo i molti disagi e preoccupazioni, soprattutto di natura occupazionale, che la contrazione della richiesta di prodotti lavorati ha causato nel settore. “Tempi certi e snellimento dei procedimenti burocratici – afferma l’assessore Venturi – sono le principali richieste su cui l’amministrazione intende concentrarsi per andare incontro alle richieste provenienti dal tessuto produttivo in generale, e dal settore della raffinazione in questo caso”. “L’iniziativa si inquadra in una azione complessiva di incremento dell’efficienza – aggiunge l’assessore Giosue’ Marino – strategicamente portata avanti sul territorio e che ha consentito di registrare risultati positivi nell’ambito dell’iter autorizzativo, con un incremento significativo del numero delle conferenze di servizio”. Non c’è dubbio che il petrolio è in crisi a livello mondiale e che in Sicilia è sempre più forte il riflesso di questa grave situazione soprattutto sul campo occupazionale, avvertita da qualche tempo nelle aree petrolchimiche. Sarebbe facile pensare che a questo punto si potrebbe puntare su forme di sviluppo energetico alternativo, abbandonando l’industria petrolchimica. Ma a quanto pare non sono queste le direttive della Regione, che “gettando l’occhio” sui discorsi fatti dal ministro Passera che ha voluto sottolineare l’importanza del petrolio made in Italy, tenta di essere più disponibile con chi voglia effettuare trivellazioni,  snellendo procedure e tempi burocratici per la raffinazione degli idrocarburi. Il futuro della Sicilia sarà dunque ancora l’industria chimica,  le aree da bonificare e i Siti di interesse nazionale, dato che è quello che l’Europa ci chiede.

Silvana Baracchi            

 

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