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TROPPI CESAREI IN SICILIA

TROPPI CESAREI IN SICILIA
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“La distanza fra la sanità siciliana e quella delle migliori regioni del nord è ancora grande, ma i dati del 2008 citati dal senatore Marino e quelli di appena un anno dopo riportati dall’assessore Russo dimostrano che una svolta c’è stata: lo stesso Russo, ad esempio, non ha detto che i ricoveri impropri sono diminuiti in un anno del 25%, passando da 47.388 a 35.571. Ma la strada da percorrere è ancora lunga”. Lodice Roberto De Benedictis, vicepresidente del gruppo PD e componente della commissione Sanità all’Ars.

“Le cifre – aggiunge – servono e sono utili, ma la confusione non giova a fare chiarezza sulle responsabilità di ciascuno: quelle dell’assessorato che è chiamato adesso a rendere percepibili ai cittadini i risultati della riforma, e quelle di chi in molta parte del centrodestra non voleva o non credeva possibile il cambiamento e ancora vi si oppone, spesso alimentando le paure della gente. Ma bisogna fare i conti anche con certi operatori privati che, continuano imperterriti come se niente fosse. Ad esempio nel settore delle nascite, dove con l’77%  dei parti cesarei praticati nelle loro cliniche, resistono ad ogni cambiamento e fanno sprofondare la Sicilia all’ultimo posto della classifica nazionale con il 54% complessivo di parti cesarei, contro il 24% dell’Emilia Romagna e della Toscana o il 27% della Lombardia.  Un dato che raggiunge punte allarmanti se si analizza l’85,4 % della palermitana clinica Candela, l’ 87,3 della clinica Orestano e l’82 % della Villa Rizzo a Siracusa Il ‘record’ siciliano dei cesarei è un dato inquietante – conclude De Benedictis – addirittura peggiorato dal 2008 al 2009, che può nascondere lucri a scapito delle donne e sul quale chiediamo che l’assessore Russo intervenga con decisione”.

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