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TRUFFA DELLO SPECCHIETTO, 2 ARRESTI

TRUFFA DELLO SPECCHIETTO, 2 ARRESTI
Cronaca
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Se ne parla parecchio, ma evidentemente il sistema, collaudatissimo, funziona ancora. Gli agenti delle Volanti hanno arrestato due uomini di Noto, accusati di avere messo in atto la nota “truffa dello specchietto”. L’indagine si è trasformata per la polizia in un’occasione per fare luce sul “modus operandi” utilizzato per individuare le vittime, perlopiu’ anziani e persone ritenute “deboli”. Tutto comincia con il tentativo di truffa. Gli uomini della questura si mettono alla ricerca di un’auto, una Golf Wolkswagen con due uomini a bordo. Una volta individuato il mezzo, gli agenti hanno identificato i due occupanti, Paolo Mirabile, 35 anni e Biagio Sbona 22 anni. I due poco prima avrebbero tentato di truffare un anziano, proprio con il sistema dello specchietto rotto, fingendo, insomma, che fosse stato lui, alla guida della sua auto, il responsabile della frantumazione dello specchietto retrovisore posto ad un lato della Golf, già danneggiato precedentemente. L’auto con a bordo i due presunti truffatori è stata rintracciata in via Necropoli Grotticelle. I giovani netini sono stati arrestati per tentata truffa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.L’arresto dei due truffatori è stato possibile anche grazie alle nuove norme presenti nel “pacchetto sicurezza”, da poco varato dal Governo, nel quale sono presenti delle aggravanti specifiche riguardanti le qualità personali rivestite dalle vittime del grave reato. Nella fattispecie l’età avanzata e la ridotta capacità motoria dell’anziano (invalido al 50%). I due arrestati erano soliti stazionare in luoghi molto frequentati, specialmente nella zona alta, rimanendo all’interno della propria auto, posteggiata cosi’ da impedire un transito regolare. Inizialmente lo specchietto rotto sarebbe stato tenuto nascosto, poi, la simulazione dell’incidente e la veloce sostituzione dello specchietto, in questo caso nuovo, che usavano per circolare successivamente. Nell’auto, rinvenuti anche piccoli adesivi nero. Rimane da chiarire se siano stati utilizzati per “segnare” le vittime prescelte, magari selezionate all’interno di banche o Uffici Postali in modo da avvisare, rapidamente e discretamente, il complice presumibilmente in attesa all’esterno. (flo)

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