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TUCCIO MUSUMECI AD AUGUSTA PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO CHE CELEBRA LA SUA CARRIERA

TUCCIO MUSUMECI AD AUGUSTA PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO CHE CELEBRA LA SUA CARRIERA
Cultura
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Si deve a Michela Italia, o meglio ad un suo impedimento, se Augusta ha avuto l’onore e il privilegio di ospitare il grande attore siciliano Tuccio Musumeci. Dopo aver realizzato una tesi di laurea su questo personaggio, Michela, giovane augustana, è stata chiamata a presentare il libro su Tuccio Musumeci: “Il motivo della presentazione del libro qui ad Augusta – dichiara Michela- nasce da un impedimento: il libro è stato presentato ufficialmente a Catania il 14 dicembre dell’anno scorso. Io ero stata invitata al Teatro Brancati, ma dal momento che quello stesso giorno avevo già preso un impegno per i festeggiamenti del centenario al Circolo Unione, non ho potuto presenziare. Tuccio, allora, con la sua solita verve mi ha detto che l’avrebbero presentato ad Augusta, ed è per questo che oggi siamo qui”. Michela Italia si definisce una “grande innamorata” di Tuccio Musumeci. Chiamata in questa “missione” dall’autore del libro che ha voluto ringraziarla per il suo lavoro di tesi svolto proprio sulla figura di Tuccio, la vita di Michela, sembra proprio legata in qualche modo al popolare attore. Si è svolta infatti presso la libreria Mondadori e il Circolo Unione di Augusta, la presentazione e il firmacopie del libro sull’attore simbolo del teatro, “In scena. Conversazione con Tuccio Musumeci”, un libro scritto da Santino Mirabella, giudice al Tribunale di Catania, ma anche scrittore con una forte passione per il teatro e per la letteratura. Sessant’anni di carriera del grande attore ed impresario teatrale, sono stati ripercorsi attraverso un’intervista condotta dal magistrato catanese. Cinema, televisione, ma soprattutto teatro. Nelle pagine del libro vengono così svelati i retroscena di un mestiere vissuto con totale passione e dedizione. Dagli esordi in coppia con l’amico di sempre, Pippo Baudo, con cui esordì, e che ne ha firmato la prefazione del libro. Santino Mirabella autore presente in numerose antologie, sette pubblicazioni che spaziano dalla poesia d’amore alla narrativa al tema sociale per giungere ad un “libro-conversazione” ha dichiarato: ” La mia passione per la scrittura e per Tuccio Musumeci è molto forte, una cosa abbraccia l’altra, perché se non avessi iniziato la mia vita seguendo determinati punti di riferimento culturali e teatrali, sicuramente non avrei avuto tutto questo amore per tali forme espressive. Io ho sempre scritto nella mia vita, sin da quando avevo 6 anni. Ho iniziato a pubblicare solamente negli ultimi anni. Faccio libri di poesia, di narrativa. Questo è un libro che ha una vita a sé stante, probabilmente nel futuro difficilmente farò un libro del genere, un libro-conversazione. Il libro che stiamo presentando, nasce proprio  dall’amore per il personaggio di Tuccio Musumeci, personaggio che per me ha rappresentato sin da subito il teatro catanese in particolare, un mondo magico tutto da scoprire. In questo modo ho voluto fare un omaggio a me stesso oltre che a Tuccio”. Il magistrato-scrittore, ha poi  spiegato il modo in cui riesce a spaziare tra le diverse tematiche trattate nei suoi libri e come riesce a conciliare i suoi diversi ruoli: “Riesco a seguire le mie varie passioni perché ho acquisito un determinato metodo e a quel punto mi viene automatico continuare su quella stessa strada. Le stesse soddisfazioni che ho nel campo professionale riesco a trasferirle anche nel mondo letterario in cui mi affaccio da intruso. Credo che l’uno non rubi niente all’altro”. Tuccio Musumeci, un attore simbolo del teatro, una maschera, che piace in quanto tale. Pur avendo recitato in vesti tragiche come in “Porte Aperte”, film di Gianni Amelio, in cui il vernacolo ha fatto da padrone per un risultato eccezionale,  nel profondo  la sua verve è sempre comica. Nella sua lunga carriera si annoverano anche due grandi rifiuti, uno a Federico Fellini nel suo ultimo film, e l’altro per “Il nome della rosa”; due rifiuti dovuti alla difficoltà di far conciliare i tempi dei film con le sue tournée teatrali. Tuccio ha ricordato così quegli episodi della sua vita artistica: “Per quanto riguarda il rifiuto a Fellini, io dovevo andare per una lunga tounée in Australia, poi lui mi disse, un giorno a Roma, che avrebbe rinviato il film di due mesi, poi di tre e poi addirittura di sei mesi, quindi questo film non iniziava mai. Nel frattempo io dovevo lavorare al teatro, avevo la tounée in tutta Italia, quindi non è stato possibile. Mentre il mio rifiuto per “Il nome della rosa”  nasce dal fatto che non potevo andare a girare tre settimane in Germania perché mi trovavo a New York per degli spettacoli. Ad ogni modo avevo già fatto una tournée in Germania e ricordavo il gelo che avevo patito. Quando mi telefonò il regista dicendomi che dovevamo girare tre settimane in Germania di notte, così sarebbe stato più bello e naturale l’effetto del fumo che usciva dalla bocca, io pensai: “Ma chistu mi voli mottu?!”. Dal 2008, Tuccio oltre ad essere attore è pure direttore del Teatro Brancati di Catania, ciò gli ha dato la possibilità di poter vivere nella sua terra in maniera più stabile:  “Il Teatro è stato totalmente ristrutturato 18 anni fa. Io avevo già in mente di aprirlo insieme ad un mio socio, Orazio Torrisi che allora era direttore del Teatro Stabile di Catania e quindi non si poteva fare perché ciò cozzava un po’. Ma quando lui andò via dal Teatro Stabile io fui felice di aprire un teatro mio. Adesso con la scusa del teatro sto di più a Catania, in Sicilia, mentre fino a due anni fa stavo in giro per l’Italia 8-9 mesi l’anno. Perciò ora mi muovo meno”. ILENIA FERRAGUTO

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