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VICENDA MUSCATELLO.CARRUBBA:MANISCALCO SI DIMETTA

VICENDA MUSCATELLO.CARRUBBA:MANISCALCO SI DIMETTA
Sanità
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Il sindaco Massimo Carrubba e il consiglio comunale chiedono “la testa” del direttore generale dell’Asp di Siracusa, Franco Maniscalco. Le dimissioni del general manager sono state chieste nei giorni scorsi. La ragione è ancora una volta legata alle sorti dell’ospedale Muscatello. L’azienda sanitaria provinciale, questa l’accusa che il sindaco e l’assise cittadina muovono nei confronti dei vertici dell’Asp, non avrebbero fatto nulla di concreto per evitare il depotenziamento del presidio sanitario. Nessuna azione incisiva, nessun “braccio di ferro” con l’assessorato regionale alla Sanità per cercare di influire, a vantaggio del territorio, sulle sue decisioni. Deludente, per Carrubba, la nota di Maniscalco dello scorso 19 maggio, diffusa a seguito dell’incontro di tre giorni prima al Comune. In un primo momento l’esito della riunione era parso ai rappresentanti del territorio di Augusta positivo. Considerazione che poi, per il sindaco, si sarebbe rivelata illusoria. “Aperture solo verbali”, le definisce Carrubba, mentre la nota successiva risulterebbe “superficiale e riduttiva delle nostre problematiche territoriali” oltre a non “condurre ad una seria soluzione della problematica. Avrei trovato utile un maggiore dettaglio riguardo all’intervento rivendicato sulla pianta organica-protesta il primo cittadino- e un riferimento ai concorsi per l’assunzione di personale medico dei diversi livelli e paramedico, con la specificazione di numeri, qualifiche e date programmate, così come concordato”. Nessun riferimento da parte di Maniscalco, altra ragione di delusione, sul programmato trasferimento dei reparti di ostetricia- ginecologia e pediatria.Carrubba contesta ancora la mancanza assoluta di rassicurazioni sul ruolo del Presidio Territoriale di Assistenza. “Temiamo-ricorda il sindaco-che possa sostituire i reparti ospedalieri”. Alla luce di queste considerazioni, Carrubba fa presente che diventa particolarmente difficile evitare lo svolgersi delle iniziative di protesta in programma.

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