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VITTIME DELL’AMIANTO: NON POSSONO ESSERE DIMENTICATE

21 Febbraio 2012 | by Redazione Webmarte
VITTIME DELL’AMIANTO: NON POSSONO ESSERE DIMENTICATE
Attualità
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Continua il suo corso, la denuncia presentata a Priolo Gargallo da Calogero Vicario, coordinatore dell’Organizzazione Nazionale Amianto per la Sicilia, rappresentato dall’avvocato Ezio Bonanni.  Indirizzata al procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello, l’esposto, presentato dal coordinatore dell’Ona, ha la finalità di far accogliere le richieste di condanne per le morti degli stabilimenti Eternit di Contrada Targia, alla luce della recente sentenza di condanna della multinazionale svizzera Eternit. Le vittime dell’Eternit Siciliana di Contrada Targia non possono essere dimenticate – queste le parole di Calogero Vicario – e possono essere ascritti per competenza al Tribunale Penale di Torino insieme alle morti degli stabilimenti di Casale Monferrato,  Cavagnolo,  Rubiera e Bagnoli. Iniziativa che segue la scia tracciata dal decreto “Milleproroghe”, che ha approvato il rinnovo dei fondi per i benefici concessi ai lavoratori esposti all’amianto, che abbiano avuto riconosciuta la loro posizione dall’Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro. Sull’argomento è intervenuto anche il deputato del Pid, on. Pippo Gianni, che risulta firmatario di una proposta di legge presentata  al Ministero della Salute, volta a far riaprire i termini per la presentazione di altre istanze proposte dai lavoratori che si sono ammalati a causa dell’inalazione di amianto. Anche se i termini per l’ottenimento dei benefici, previsti dalla legge sull’amianto, risultano scaduti nel 2003, purtroppo la sostanza killer continua a mietere vittime. Ed è per questo,  afferma l’on. Gianni, che il governo deve prendere coscienza dell’elevato rischio di esposizione all’amianto nei siti industriali di Priolo, Gela e Milazzo.  L’amianto, nel triangolo industriale Priolo-Augusta-Melilli,  è prima di tutto un’emergenza sanitaria e sociale, – afferma il deputato Pid Gianni –  sia per l’alto numero di malati, che per il rischio di ammalarsi nel futuro, visti i lunghi tempi di latenza. Con la proposta di legge, presentata al Ministero della salute, viene specificato che i lavoratori esposti all’amianto e i lavoratori ex esposti che intendano ottenere il riconoscimento dei benefici, potranno presentare domanda agli enti previdenziali di competenza, entro un anno dalla data di entrata in vigore della stessa legge, mentre per gli addetti alle bonifiche o per i lavoratori che hanno operato in ambienti dove erano presenti fibre di amianto, la presentazione della domanda non prevede nessun termine.

Silvana Baracchi            

 

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