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ZONA INDUSTRIALE, ARIA INQUINATA

ZONA INDUSTRIALE, ARIA INQUINATA
Attualità
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Ogni anno, dai numerosi impianti di produzione della zona industriale siracusana, dalle centinaia di serbatoi, camini e rispettive valvole, tubazioni, sfiati, fuoriescono alcune decine di migliaia di tonnellate di idrocarburi sotto forma di vapore. Le industrie si sono più volte impegnate ad adottare misure per ridurre in modo consistente tali emissioni, anche con il Piano di Risanamento Ambientale approvato nel 1995; quindici anni dopo, l’aria nella zona industriale siracusana è ancora irrespirabile. Nelle sere appena trascorse, in particolare a Priolo, odori nauseabondi hanno provocato malori tra i cittadini. Dal  rapporto annuale redatto dalla Provincia Regionale di Siracusa sulla qualità dell’aria 2009, l’aria che respirano i lavoratori e le popolazioni di Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa nord, Scala Greca, Belvedere, non è certo delle migliori. A lanciare l’allarme sulla cattiva qualità dell’aria è oggi il circolo l’Anatroccolo di Legambiente Priolo. Rimangono non monitorati i microinquinanti che tipicamente caratterizzano le aree industriali di raffinazione e petrolchimica, di produzione di cemento e di energia termoelettrica, di incenerimento e discarica di rifiuti pericolosi, tra i quali sono da annoverarsi gli idrocarburi policiclici aromatici, la variegata gamma dei metalli pesanti, le diossine. Per quanto riguarda le polveri sottili PM10, il cui limite non dovrebbe superarsi più di 35 volte l’anno, si sono verificati 43 superamenti ad Augusta e 35 a Priolo, nella centralina di rilevamento del Ciapi. Il valore limite per la protezione della vegetazione stabilito per gli ossidi di azoto totali NOX, è stato superato quasi dappertutto e maggiormente a Scala Greca, 344 volte, ad Augusta, 216 volte e a Priolo, 282 volte. In tutte le stazioni che rilevano un altro inquinante, gli idrocarburi non metanici, si sono verificati superamenti del limite con una presenza particolarmente frequente a Priolo e Scala Greca. Spesso, per ore ed ore, nell’aria si sprigionano emissioni di dense ed enormi nubi di fumo nero dovute anche al fatto che la candela di emergenza “smokeless” non è in grado di smaltire oltre un centinaio di tonnellate l’ora di gas. Quello in eccesso rimane incombusto, annerisce il cielo ed appesta l’aria. Inaccettabile -commenta Legambiente – una convivenza civile con le industrie.

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