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ZONA INDUSTRIALE, CONFERMATO LO SCIOPERO DEL 6 MAGGIO, 2MILA LAVORATORI TRA POCO SENZA IMPIEGO

ZONA INDUSTRIALE, CONFERMATO LO SCIOPERO DEL 6 MAGGIO, 2MILA LAVORATORI TRA POCO SENZA IMPIEGO
Sindacale
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“Basta con le promesse, con le attese, le paure, le vane speranze. Riprendiamoci il nostro futuro! Questo è il  momento della mobilitazione e della responsabilità”.Sono queste le parole d’ordine uscite dall’incontro di oggi nella zona industriale , organizzato dalla Cgil di Siracusa e che ha visto protagonisti del dibattito oltre un centinaio di RSU e delegati di fabbrica del settore industria riuniti per l’occasione nella Sala esterna della Polimeri  Europa di Priolo. Presenti i Segretari di categoria Mario Rizzuti (chimici), Sebastiano Catinella (metalmeccanici), Mimmo Bellinvia (edili), Angelo Cifali (trasporti), il responsabile confederale settore industria Roberto Alosi e il Segretario Generale CGIL Paolo Zappulla.

Al centro del ragionamento l’attacco ai diritti, all’occupazione e alla dignità del lavoro e la necessità di dotarsi di regole certe e condivise su democrazia e rappresentanza in grado di avviare il superamento del dissenso tra le diverse organizzazioni sindacali e di esercitare, in ogni posto di lavoro, una reale democrazia partecipativa e di mandato. “Separato dagli elementi della dignità e della emancipazione-scrive il sindacato in una nota diffusa nel pomeriggio- il lavoro torna ad essere semplice prestazione o merce e i diritti una variabile che rompe quel modello di controllo fortemente voluto da Marchionne e costruito con la complicità del governo, di confindustria e il collateralismo di Cisl e UIL. Occorre arrestare la deriva dei contratti e degli accordi separati che non aiutano la crescita del Paese e allo stesso tempo avviare una grande mobilitazione di massa in grado di sostenere i temi e le ragioni di una opposizione sociale che si riconosce nella CGIL. Sotto questo profilo, la crisi del nostro sito industriale incarna tutte le ragioni dello sciopero generale della CGIL del 6 maggio e, se fosse possibile, ne aggiunge altre: crisi occupazionale senza precedenti, restringimenti dei diritti, nebulose politiche degli appalti, nessuna risposta all’emergenza e alle necessità di una politica di sviluppo industriale adeguata alla vocazione del nostro territorio. Fra qualche giorno, 2000 lavoratori provvidenzialmente impegnati fino ad oggi nei lavori di manutenzione straordinaria degli impianti Isab ritorneranno alla mobilità, alla cassa integrazione ordinaria e in deroga e per loro si aprirà ancora una volta lo spettro della disoccupazione. In barba al oltre 2 miliardi di investimenti pubblici e privati disponibili per il nostro territorio per bonifiche e risanamento ambientale, reindustrializzazione industriale, accordo di programma, reti autostradali (Ct- RG e Siracusa-Gela), impianto di Ecodiesel, rilancio degli impianti manifatturieri di Punta Cugno e di Marina di Melilli,  infrastrutture, rigassificatore incagliati dall’incapacità della nostra classe dirigente di renderli subito esigibili da una parte e da una stritolante burocrazia ministeriale dall’altra.  In questo scenario, le polemiche di alto livello istituzionale che hanno tenuto banco fino ad oggi non servono più ma, al contrario, serve svuotare i posti di lavoro e riempire le piazze”.

 

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