Si conclude con un bilancio pesante il processo di primo grado scaturito dall’operazione “Fast Shipping”, l’indagine che nel 2021 aveva fatto emergere un articolato traffico internazionale di farmaci tra Sicilia e Stati Uniti.
Il Tribunale di Siracusa, sotto la presidenza del giudice Carla Frau, ha emesso 15 condanne, accogliendo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Catania.
Al centro dell’attività illecita figurava l’ossicodone, oppioide ad alto rischio, reperito in Italia tramite prescrizioni mediche irregolari e successivamente inviato oltreoceano per la vendita illegale. Il giro d’affari generato dall’organizzazione è stato stimato in oltre 600mila dollari.
La condanna più elevata è stata inflitta ad Angelo Claudio Passanisi, 79enne di Augusta, ritenuto il principale organizzatore del sistema e già colpito in passato da un provvedimento di espulsione dagli Stati Uniti: per lui 24 anni di reclusione.
Pene significative anche per altri esponenti di vertice: Massimo Corrado, Francesco Pasqua e Antonino Spinali sono stati condannati a 13 anni ciascuno, mentre Lina Spinali dovrà scontare 12 anni. Oltre 7 anni di carcere sono stati inflitti a Domenico Zanti.
Per gli altri imputati coinvolti nel traffico, il tribunale ha stabilito le seguenti condanne: Santo Ternullo 5 anni e 6 mesi; Barbara Fortuna 4 anni e 9 mesi; Agata Agati 2 anni e 10 mesi; Luca Malvina 2 anni e 8 mesi; Franco Pugliares 2 anni e 1 mese. Agata Spinali, Domenico Tringali e Lidia Verde sono stati condannati a 1 anno e 7 mesi ciascuno, mentre Guglielmo Sapia a 1 anno e 6 mesi e Salvatore Caramagno a 1 anno.
Accanto alle condanne, il collegio giudicante ha disposto anche cinque assoluzioni: Alessandro Tringali, medico che, all’epoca dei fatti prestava servizio alla Guardia medica di Augusta e la cui difesa è stata curata dall’avvocato Puccio Forestiere e ancora Giuseppe Passanisi, Orazio Pepe e Antonio Caudullo sono stati prosciolti da ogni accusa.
L’inchiesta, sviluppata congiuntamente da Polizia e Guardia di Finanza, aveva evidenziato un sistema basato su complicità e irregolarità nel rilascio di prescrizioni mediche.
I medicinali, ottenuti attraverso canali apparentemente leciti sul territorio italiano, venivano poi spediti negli Stati Uniti, dove l’ossicodone è al centro di una grave emergenza sanitaria ed è soggetto a controlli particolarmente stringenti.
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