Un vero e proprio “mercato delle certificazioni” per ottenere agevolazioni per finti invalidi che coinvolge anche medici e altri professionisti.
È quanto hanno scoperto i Carabinieri di Caltagirone coordinati dalla Procura che ha disposto la notifica del decreto di avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 27 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di un collaudato sistema finalizzato alla frode ai danni dello Stato e degli enti previdenziali.
Grazie alle attività tecniche, pedinamenti ed accurati accertamenti documentali durati più di due anni, gli inquirenti hanno ricostruito come vari specialisti del settore avrebbero rilasciato, dietro compenso, false diagnosi per patologie inesistenti o aggravate, propedeutiche al riconoscimento di pensioni di invalidità civile (L. 222/1984) e altri benefici assistenziali.
Il provvedimento colpisce una rete che vedeva il coinvolgimento non solo di privati cittadini che avrebbero ottenuto tali benedici, ma anche di figure professionali che avrebbero dovuto garantire la regolarità delle procedure.
Tra i 27 indagati figurano infatti 4 medici in servizio all’Asp di Catania, 1 commercialista, 1 avvocato e 1 sedicente legale.
Secondo quanto emerso, il rilascio dei certificati medici compiacenti sarebbe avvenuto dietro il corrispettivo di ingenti somme di denaro, dai 2.000 ai 4.000 euro per soggetto.
Un meccanismo che avrebbe permesso a soggetti privi dei requisiti sanitari di accedere indebitamente a risorse pubbliche, sottraendole a chi ne avrebbe avuto realmente diritto.
L’attività investigativa – infatti – ha permesso di individuare un modus operandi ben definito: un commercialista 73 enne di Scordia e un falso avvocato 46enne di Caltagirone avrebbero agito da intermediari tra i richiedenti e i medici specialisti (2 neurologi e 1 fisiatra dell’ ospedale “Gravina e Santo Pietro” di Caltagirone e 1 psichiatra operanti presso il locale dipartimento di Salute mentale).
Il nome dell’operazione “All inclusive” deriva dal “pacchetto completo” proposto dai due intermediari, i quali avrebbero garantito:
il rilascio di certificati medici falsi, spesso retrodatati e sulla base di informazioni acquisite senza nemmeno visitare i soggetti;
l’assistenza nella presentazione dell’istanza alla commissione medica dell’Inps, con preparazione del soggetto per fingere la patologia e partecipando anche personalmente alle visite collegiali;
l’eventuale assistenza legale nei procedimenti civili al Tribunale di Caltagirone in caso di rigetto dell’istanza.
Gli inquirenti, grazie alla ricostruzione accurata dei fatti, hanno documento che tale procedura truffaldina sarebbe stata adottata per almeno 19 soggetti invalidi o falsamente tali.
È doveroso precisare che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, in attesa di giudizio definitivo, vale per tutti gli indagati il principio della presunzione di innocenza.
L’esito di questa indagine testimonia il costante impegno della Procura di Caltagirone e dell’Arma dei Carabinieri calatina nel contrasto agli illeciti contro la Pubblica amministrazione e a tutela del bilancio dello stato, si legge in una nota.
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