È scontro tra il consigliere Greco e il sindaco Lo Faro in merito ai conti del Comune. In un post, infatti, il consigliere Greco ha scritto “I conti del Comune sono aggrediti da un pignoramento di oltre 4 milioni che sta ritardando l’erogazione dell’anticipazione di cassa da parte della banca tesoriera. Il risultato è che probabilmente gli stipendi ai dipendenti a gennaio non saranno pagati e che molti fornitori continuano ad aspettare il pagamento delle fatture arretrate”.
“E’ un disastro! Lentini non merita tutto questo. Merita un’Amministrazione autenticamente rappresentativa della Città che operi con scrupolo ed efficienza. Mi auguro che venga convocato al più presto il Consiglio Comunale chiamato a discutere e votare la mozione di sfiducia per mettere definitivamente fine a questa agonia in modo da voltare finalmente pagina”.
La risposta del sindaco Lo Faro non si è fatta attendere facendo luce sulle affermazioni del consigliere Greco.
“Il pignoramento attualmente in corso sul conto corrente del Comune di Lentini, promosso da Banca Farmafactoring S.p.A., deriva quasi integralmente da mancati pagamenti dell’Amministrazione comunale in carica nel 2015.
In tale periodo il consigliere Greco era già in carica, la sua maggioranza governava la Città, pertanto dovrebbe conoscere perfettamente la genesi e le responsabilità di tale debito. È proprio il mancato pagamento nel 2015 che ha determinato, nel corso degli anni, una crescita esponenziale dell’importo originario, per effetto della progressiva applicazione di interessi moratori e meccanismi di capitalizzazione, con un aggravio economico rilevantissimo per l’Ente e, dunque, per l’intera collettività”.
Il sindaco ha spiegato che si tratta di 570 fatture ENEL non pagate nel 2015, per un importo complessivo pari a € 1.166.268,56 e di ulteriori circa € 130.000 riferibili alla successiva Amministrazione.
“Nel debito che ha dato origine al pignoramento non esiste alcuna bolletta ENEL riferibile all’attuale Amministrazione. Nessun mancato pagamento, nessuna fattura insoluta, nessuna responsabilità gestionale può essere imputata a chi oggi governa la Città.
Questa Amministrazione si è ritrovata a dover affrontare una problematica enorme, stratificata e risalente nel tempo, aggravata negli anni proprio dal mancato intervento risolutivo e dall’accumulo ingentissimo di interessi, e che oggi viene impropriamente rappresentata come una crisi “attuale””.
Per fra fronte alla situazione, l’amministrazione ha già inviato al creditore una proposta transattiva, con congruo acconto e rateizzazione sostenibile del debito.
Il Comune ha proposto opposizione al pignoramento innanzi al Tribunale, contestandone l’illegittimità poiché colpisce somme dichiarate impignorabili per legge ed è stata formalmente sollecitata la banca tesoriera per la concessione dell’anticipazione di cassa, indispensabile per garantire stipendi e servizi essenziali.
In un successivo post, Greco ha scritto “È vero che il debito che oggi ha condotto al pignoramento risale al 2015. È vero, però, anche che l’Amministrazione dell’epoca trovò molte annualità di bollette ENEL non pagate (e non solo) che risalivano a svariati anni precedenti, che attuò un piano di rientro graduale che consentì di risanare tutti i debiti pregressi con l’ENEL e che il 16 gennaio 2015 fu dichiarato il dissesto finanziario per tutti i debiti contratti dal Comune nei 30 anni precedenti. È questa la ragione per cui quelle bollette non furono pagate. Perché Lo Faro omette di dire le cose come effettivamente stanno e ricostruisce parzialmente la vicenda facendo credere che vi siano responsabilità che non ci sono? Non dice il Sindaco, invece, che il blocco dei conti correnti non deriva dall’esistenza del debito ma dal ritardo accumulato da lui e dalla sua Amministrazione nell’effettuare la transazione con la banca creditrice, che l’ha spinta a procedere con il pignoramento. Se fosse stata fatta la transazione nel tempo in cui andava fatta il pignoramento non ci sarebbe stato e i conti correnti non sarebbero stati bloccati. È dal pignoramento che deriva il blocco, non dal debito. A quell’Amministrazione del 2015 Lo Faro dovrebbe dire solo grazie perché è grazie a quella Amministrazione del 2015 che nel 2025 ha potuto usufruire di circa 3 milioni di euro di liquidità derivanti dalla restituzione delle somme che erano state pignorate dagli eredi De Geronimo-Beneventano. È grazie alla caparbietà di quell’Amministrazione che la cassa comunale ha potuto sopravvivere in questi mesi all’incapacità di Lo Faro di amministrare la Città”.
E ancora una volta, il sindaco Lo Faro ha controbattuto a quanto scritto dal consigliere Greco dando l’ultima stoccata finale. “ Lo stesso consigliere Ciro Greco, nella sua replica, ha dovuto, suo malgrado, ammettere che il debito da cui origina il pignoramento è riferibile all’Amministrazione comunale in carica nel 2015, espressione della sua parte politica. Il pignoramento oggi in corso trae infatti origine da 570 fatture ENEL non pagate nel 2015, per un importo complessivo di € 1.166.268,56, periodo nel quale il consigliere Greco era in carica da circa dieci anni con la medesima compagine politica. Nel pignoramento non è ricompresa alcuna bolletta riferibile a questa Amministrazione. Il consigliere Greco sostiene che questa Amministrazione avrebbe potuto definire prima una transazione ed evitare il pignoramento. Dal mese di ottobre 2021 sino a settembre 2023, per due anni il Consigliere Greco e’ stato in maggioranza e la sentenza che ha rigettato il ricorso del Comune è intervenuta nel 2022, quando: la responsabilità politica e programmatoria del bilancio comunale era in capo alla stessa area politica del consigliere Greco. Se, come oggi sostiene, una transazione era possibile, allora lo era anche in quel periodo, quando la sua parte politica aveva piena titolarità delle scelte di bilancio”.
“È un dato oggettivo che la sentenza che ha rigettato il ricorso del Comune è intervenuta nel 2022, quando: la delega al Bilancio era assegnata alla stessa parte politica del consigliere Greco; la responsabilità delle scelte finanziarie dell’Ente era pienamente in capo al suo gruppo politico”.
“Ai cittadini diciamo la verità, senza slogan e senza urla. E a chi invita altri a “sciacquarsi la bocca”, un semplice promemoria: prima di impartire lezioni, sarebbe opportuno sciacquarsi la memoria sui fatti, sulle date e sulle responsabilità politiche e amministrative assunte nei dieci anni di governo, dal 2006 al 2016. I fatti restano. Il resto, come sempre, è rumore”.
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