Al secondo tentativo, con 11 voti a favore, 3 contrari e due consiglieri assenti, il Consiglio comunale ha approvato la mozione di sfiducia contro il sindaco Rosario Lo Faro.
Appena un mese fa, il 18 febbraio, una analoga mozione era naufragata in aula per l’inaspettato voltafaccia di alcuni dei consiglieri che l’avevano sottoscritta.
Il vicepresidente Luigi Campisi, che ha presieduto la seduta di ieri in mancanza di un presidente eletto dopo le dimissioni di Alessandro Vinci, ha espresso in apertura della riunione solidarietà e vicinanza al consigliere di Grande Sicilia Giuseppe Vasta, che nei giorni scorsi ha ricevuto un grave atto intimidatorio.
Solidarietà a Vasta è arrivata da tutti gli interventi, dal sindaco ai consiglieri di ogni gruppo.
Salvo colpi di scena, Lentini sarà quindi il terzo comune della provincia di Siracusa, con Augusta e Floridia, in cui si andrà al voto nella tornata elettorale del 24 e 25 maggio, per eleggere il sindaco e il Consiglio comunale.
La seduta si è infatti aperta con l’intervento di Maria Grazia Culici, di Insieme in movimento, unico gruppo rimasto accanto al sindaco Lo Faro per l’intero mandato, che ha sollevato una questione di legittimità della seduta del Consiglio, per non aver eletto il nuovo presidente nella seduta precedente.
La questione, sulla quale la segretaria comunale ha espresso perplessità e il sindaco ha chiesto il parere all’Assessorato regionale Enti locali e al Prefetto di Siracusa, potrebbe essere oggetto di un ricorso al Tribunale di giustizia amministrativa che rischierebbe di allungare i tempi, e far saltare la prossima tornata elettorale.
Nel suo intervento, il sindaco ha ripercorso i quattro anni della sua amministrazione, ricordando la vicenda del cambio di maggioranza del 2023 e poi l’improvvisa uscita dall’amministrazione del gruppo e degli assessori di Grande Sicilia lo scorso novembre.
Il sindaco si è chiesto a chi giovi davvero determinare una nuova fase di instabilità istituzionale.
“I cittadini oggi faticano a comprendere molte cose.
Non comprendono perché un secondo tentativo arrivi immediatamente dopo il primo, non comprendono perché vi sia tanta ostinazione nell’interrompere un percorso amministrativo ad appena un anno dalla sua naturale scadenza.
Non comprendono perché si voglia aprire una nuova campagna elettorale compressa in tempi strettissimi, di appena poche settimane, senza consentire un reale confronto pubblico, senza dare ai cittadini il tempo necessario per conoscere candidati, programmi, coalizione e idee di città.
Hanno compreso che tutto questo a qualcuno sembra non interessare affatto”.
Ha quindi attaccato, senza mai nominarlo, il leader di Grande Sicilia, Giuseppe Carta, ritenuto il regista dell’operazione politica, cosa poi smentita dal consigliere Vasta nel suo intervento.
“Questa sfiducia appare sempre più il riflesso di esterne, di influenze che hanno progressivamente trasformato una dialettica amministrativa in qualcosa di diverso, una sfida, una resa dei conti, quasi la necessità di riaffermare un dominio politico e un potere che negli ultimi mesi hanno subito battute da arresto significative, non soltanto per l’esito della prima mozione di sfiducia, ma anche per altri passaggi politici maturati in altri comuni e nella stessa dimensione provinciale”.
Lo Faro ha poi risposto agli interventi dei consiglieri che lo hanno accusato di non aver tenuto fede agli impegni con i gruppi politici e con i cittadini.
Nonostante la delicatezza dell’argomento trattato, la seduta si è svolta in un clima complessivamente sereno, la discussione è stata a tratti accesa, ma senza mai superare i limiti del confronto politico.
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