Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale di Priolo Gargallo e la nomina del Commissario straordinario che ne svolgerà le funzioni per i prossimi due anni, arriva la reazione del capogruppo di Grane Sicilia Mpa Diego Giarratana che accusa il sindaco Gianni di essere sfuggito al confronto politico.
“A Priolo il Sindaco, per timore del confronto politico, preferisce lo scioglimento del Consiglio Comunale”.
Per Giarratana, lo scioglimento del Consiglio Comunale di Priolo rappresenta una sconfitta per l’intera comunità e non per la parte politica, ma per tutti i cittadini.
Per il capogruppo di Grande Sicilia Mpa lo scioglimento rappresenta l’emblema del sacrificio, attraverso una forzatura, dell’interesse collettivo sulla base di una parziale e precisa scelta politica.
“A Priolo Gargallo si è celebrata questa anomala conclusione dell’organo eletto in modo anomalo: la maggioranza, che sosteneva il Sindaco, ha volutamente bocciato il proprio il Documento Unico di Programmazione (Dup) scegliendo la paralisi istituzionale.
Si è trattata di una soluzione grave: aver scelto deliberatamente la crisi e interrompere la dialettica democratica in Consiglio Comunale.
Non sarà certo l’atto finale! Sono già in corso valutazioni e iniziative, ma il dato politico resta chiaro: si è preferito azzerare il confronto invece di affrontarlo”.
Giarratana accusa il sindaco Gianni di avere rinnegato il sostegno fondamentale e determinante, ricevuto da gran Parte del gruppo Grande Sicilia Priolo.
“Il primo cittadino ha dimenticato che la sua elezione è avvenuta per scarto ridotto di circa 30 voti, circostanza che richiedeva equilibrio, dialogo e rispetto.
È accaduto l’esatto opposto: alterazione immediata degli equilibri politici, assenza di maggioranza stabile e la conclusione più estrema della cessazione del consiglio comunale.
Priolo ha conquistato la propria Autonomia comunale, dopo anni di lotta e impegno civile.
Il Consiglio comunale è il cuore di quella combattuta Autonomia. Arrivare allo scioglimento per ragioni politiche e probabilmente avversione personale, è un atto grave, che ha l’effetto di indebolire la fiducia nelle istituzioni ed allontanare i cittadini dalla politica”.
Il provvedimento di scioglimento è stato adottato dal presidente della Regione Schifani, dopo che il Consiglio comunale aveva bocciato il bilancio di previsione 2026/2028, che era stato elaborato con la supervisione del commissario regionale ad acta nominato dall’Assessore regionale agli enti locali.
Contro l’approvazione del bilancio avevano votato sia gli 8 consiglieri schierati all’opposizione che gli 8 che sostenevano l’amministrazione guidata dal sindaco Gianni.
La scelta era stata motivata dal capogruppo di SiAmo Priolo, Tonino Margagilotti.
“Il gruppo Siamo Priolo ha scelto di bocciare il proprio DUP.
Una decisione forte. Una decisione consapevole.
Una decisione necessaria per liberare Priolo Gargallo dall’immobilismo che l’ha paralizzata per mesi”.
Giarratana, che con lo scioglimento decade anche dal ruolo di consigliere del Libero Consorzio comunale di Siracusa dove ricopriva il ruolo di vice presidente, accusa Gianni di avere compiuto un atto che pesa sull’intera comunità.
“Chi fa il Sindaco, vantando prolungata esperienza, è consapevole del valore del confronto.
La forza di una guida politica non sta nell’eliminare le differenze, la pluralità delle posizioni, ma nel governarle e quando si sceglie la strada opposta, si compie un passo indietro, che pesa sull’intera comunità.
Questa vicenda lascerà un segno profondo, che colpisce la vita democratica del paese e rappresenta una parentesi unica nella storia comunale della quale il triste primato spetta ad un Sindaco alla fine della sua carriera politica, che ha fallito la sua ambizione di lasciare un buon ricordo di sé”.
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