Stavolta Bruno Vespa l’ha fatta proprio grossa. Non si tratta della solita polemica sulla faziosità e la mancanza di equilibrio di fronte al dibattito tra esponenti politici di parti diverse.
Nel corso della puntata di ieri di Porta a Porta, il noto conduttore si è fatto prendere dall’ira e ha attaccato in modo furioso il deputato del Partito democratico Peppe Provenzano, dopo che che questo aveva provato a interrompere, peraltro in modo pacato, il suo interlocutore senatore Lucio Malan di Fratelli d’Italia.
Chi lo conosce o lo ha solo incontrato, sa bene quanto l’ex ministro siciliano sia una persona tranquilla, di garbo e buone maniere, ma questo non è evidentemente bastato a Vespa che non ha gradito una sua battuta e ha colto l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
Tutto è cominciato con Vespa che ha bloccato Provenzano: “Scusi, Provenzano… Mettiamoci d’accordo, lei ha parlato: lasci parlare… Se lui parla e lei interrompe…”.
A quel punto Provenzano ha risposto: “Stavamo interloquendo, è legittimo, siamo in uno studio democratico”.
A quel punto Vespa, visibilmente stizzito, ha allora polemicamente se volesse essere lui a condurre la trasmissione al posto suo.
Quindi la replica di Provenzano che ha fatto perdere del tutto il controllo al conduttore.
“Non lo farei mai, forse dovrebbe sedersi da quella parte…”, aggiungendo subito dopo, per stemperare la tensione di fronte alla reazione del conduttore: “È una battuta”.
È stato a questo punto che Vespa ha perso completamente il controllo e si è rivolto verso il deputato dem urlando e agitando le braccia.
“Questo non glielo consento! Lei mi deve trovare una trasmissione, con quello che vedete in giro con la par condicio… Non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare! La prego, adesso stia zitto! Lasci parlare gli altri”.
L’episodio, com’era inevitabile, ha suscitato reazioni nel modo politico e sindacale.
Vespa ha commentato difendendo il proprio operato e accusando il Partito democratico di non reggere il confronto.
“Come sanno bene Agcom e Rai, Porta a Porta ha sempre fatto dalle origini della par condicio costantemente la sua forse stupida religione (in questa stagione il Pd è da noi numericamente presente più di ogni altro partito). Ma comprendo perfettamente il disagio dei componenti Pd della commissione di Vigilanza Rai. Abituati nella televisione d’oggi a non avere quasi dappertutto controparte se non talvolta in misura simbolica, capisco che trovino normale che l’onorevole Provenzano – che ha avuto un tempo di parola superiore al senatore Malan interrotto costantemente – rivolga la più grave delle offese a un giornalista che già prima che Provenzano nascesse aveva dimostrato quanto doveva in fatto di correttezza professionale”.
L’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai ha diffuso un duro comunicato contro il conduttore.
“Sta facendo il giro di web e social lo scatto d’ira di Bruno Vespa che si avvicina minaccioso all’onorevole Provenzano, ‘colpevole’ di una battuta sulla sua faziosità che, evidentemente, vista la reazione, deve aver colpito nel segno. Che Vespa da tempo si sia spogliato dei panni del giornalista per indossare quelli del tifoso del governo di turno è pacifico per chiunque. È inaccettabile però che i vertici Rai gli garantiscano uno status di intoccabile.
Dalle gaffe sui social, alle arringhe a difesa del governo sul caso Almasri (la Corte Penale internazionale la pensava in modo opposto), agli insulti agli attivisti della Global Sumud Flottilla, solo per citare i casi degli ultimi tempi. Il tutto profumatamente pagato con i soldi degli italiani (anche se la Rai non svela il compenso)”
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