Pietro Bartolo, il medico che dal 1992 al 2019 è stato il responsabile sanitario delle prime visite ai migranti che sbarcano a Lampedusa, ha lasciato il Partito democratico, per il quale era stato eletto nel 2019 al Parlamento europeo.
“Dopo le mie dimissioni dalla Segreteria del Partito Democratico in Sicilia, una decisione maturata con grande rammarico ma divenuta di fatto inevitabile di fronte a un partito litigioso, diviso e segnato da un atteggiamento dell’establishment regionale poco rispettoso nei miei confronti e verso chi intende impegnarsi seriamente per la collettività, desidero comunicare a tutte e tutti voi che non sussistono più le condizioni perché io resti nel Partito Democratico”.
Così in post sul suo profilo social.
Alle elezioni del 2019 Bartolo era stato candidato in due circoscrizioni, risultando eletto in entrambe con 135.098 voti, primo degli eletti, in quella Italia Insulare, per la quale ha poi optato, e secondo, con 139.158 voti in quella Italia Centrale.
Nelle elezioni europee del 2024 è stato candidato nella lista del Pd per la circoscrizione insulare, piazzandosi terzo con oltre 44.000 preferenze, senza essere rieletto.
Bartolo chiarisce che la sua decisione non rappresenta una rinuncia all’impegno politico.
“Questa decisione, lungi dal rappresentare un passo indietro nel mio impegno politico, costituisce per me uno stimolo ulteriore a continuare a dare il mio contributo al servizio della collettività. Intendo onorare fino in fondo la fiducia che migliaia di persone mi hanno accordato alle ultime elezioni europee e che continuano a manifestarmi ogni giorno. Serve costruire un’alternativa credibile alle destre ed è a questo obiettivo che voglio dedicarmi con il massimo impegno”.
“Il mio impegno non verrà meno. Continuerò a mettere tutte le mie energie affinché l’area politica cui appartengo torni ad ascoltare la collettività.
Lo farò in modo nuovo, in un contesto in cui il contributo di ciascuno possa essere valorizzato, e non osteggiato perché non disposto ad adattarsi a un sistema che ha ben poco a che fare con la nobile arte della Politica.
Spero sinceramente che questa decisione possa intercettare le esigenze delle mie elettrici e dei miei elettori, ai quali garantisco che continuerò a dare il meglio di me nel #futuro che ci attende.”
Spiega il suo abbandono del Pd con le liti interne che, a suo avviso, lo stanno allontanando dai bisogni reali delle persone.
“Il Partito Democratico affonda le sue radici in valori che ho sempre condiviso e che ho cercato di rispettare e promuovere nel corso della mia attività politica.
Tuttavia, non posso non constatare come coloro che oggi lo guidano abbiano scelto di metterli da parte, perdendo progressivamente il contatto con la realtà delle comunità locali e con i bisogni concreti delle persone.
Siamo di fronte a un partito sempre più autoreferenziale, impegnato ad alimentare faide interne e giochi di potere, a discapito del bene collettivo e delle reali esigenze dei territori.
Un modo di fare politica che ha contribuito ad accrescere la sfiducia di cittadine e cittadini, ormai disillusi da una politica che troppo spesso li ha lasciati soli”.
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