“Irresponsabili cambi di appalto che mettono ciclicamente in discussione il lavoro, i diritti contrattuali e le retribuzioni con l’indotto che cade a pezzi: nel solo settore metalmeccanico sono stati risolti già 600 contratti. Poca chiarezza sulle tutele occupazioni nel processo di riconversione del petrolchimico”.
Sono questi i problemi denunciati dai sindacati nel corso di un incontro convocato a Confindustria Siracusa al quale hanno partecipato il direttore di Confindustria Angelo Grasso, la presidente di Federmeccanica Maria Pia Prestigiacomo e alcuni imprenditori locali.
I segretari della Fiom Sicilia Francesco Foti e della Fiom Siracusa, Antonio Recano riferiscono di non aver però riscontrato alcuna novità positiva.
“Nell’incontro precedente del novembre 2025- affermano- avevamo unitariamente espresso preoccupazione per la crisi generata dalla mancanza di una corretta visione industriale e da una discutibile gestione degli appalti, con cambi continui, che genera competizione tra aziende le quali per abbassare i costi mettono in discussione sicurezza, occupazione, diritti.
In questo scenario – aggiungono- si pone la crisi di Isab e Sasol e la dismissione di Eni Versalis, che mette in discussione impianti industriali, competenze e occupazione senza alcuna prospettiva e con il rischio di trasformare la transizione ecologica in una scorciatoia verso la desertificazione industriale.
Chi si aspettava impegni precisi, su come affrontare le sfide di una vera transizione, su come garantire il rilancio industriale a Siracusa, su come tutelare l’occupazione – sottolineano Foti e Recano- dopo l’incontro di ieri è sicuramente rimasto deluso. La realtà, evidenzia l’immagine di un’azienda poco chiara sulla tutela occupazionale, sulla necessita di avere contezza della forza lavoro impiegata rispetto alle singole fasi, dalla dismissione al completamento della costruzione, sulla tempistica, sul coinvolgimento delle aziende del territorio su localizzazione, modalità e risorse”.
I due esponenti della Fiom aggiungono che “occorre affrontare il problema in un perimetro che comprende Eni Versalis, Sasol, Isab Goi, IAS e Sonatrach, occorre pianificare una strategia nazionale capace di riqualificare le produzioni e smarcare il paese da una costosissima dipendenza energetica per non perdere l’occasione di agganciare un processo di transizione che può se governato tracciare il percorso per un nuovo modello industriale sostenibile sul piano ambientale, economico e sociale.
Ma tutto questo -sottolineano- ha bisogno di un quadro di relazioni industriali di qualità. Un sistema di relazioni industriali, che sappia riconoscere ai metalmeccanici il valore di un’interlocuzione che, nel rispetto delle reciproche prerogative, condivida piani industriali, investimenti previsti e programmazione, per conoscere attività, durata, imprese coinvolte, lavoratori impegnati e qualità del lavoro”.
La Fiom rileva che “nel petrolchimico i metalmeccanici, risultano da sempre esclusi dai processi, dalle decisioni e dalle scelte, ma questi lavoratori rappresentano una parte significativa di un sistema industriale che non può tralasciare il valore dal loro lavoro, dalla loro competenza e dalla loro conoscenza”.
Confindustria, riferisce la Fiom, preso atto di quanto evidenziato dai sindacati si è impegnata a effettuare un approfondimento sulla corretta applicazione delle norme di sicurezza, sulla qualità del lavoro e sul coinvolgimento dei lavoratori locali nelle attività connesse al sito Eni Versalis. In conclusione è stato firmato un verbale di incontro ed è stato fissato il nuovo incontro”.
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