Augusta torna a fare i conti con l’emergenza odori e con i numeri – complessi ma significativi – sulla qualità dell’aria.
L’ultimo report pubblicato da ARPA Sicilia, come sottolinea il comitato Stop Veleni relativo a gennaio 2026 nell’area del Sin di Priolo, fotografa una situazione fatta di luci e ombre: da un lato nessun superamento dei limiti di legge per alcuni inquinanti chiave, dall’altro picchi rilevanti di idrocarburi e polveri sottili.
Ma c’è anche un dato che pesa più degli altri: il 21 gennaio, ad Augusta, a fronte di numerose segnalazioni di miasmi di idrocarburi tramite l’App Nose, non è stato possibile effettuare analisi puntuali.
L’assenza di centraline in prossimità dell’area interessata ha impedito al gruppo operativo di rilevare e caratterizzare l’evento.
In altre parole, di quella “puzza” non resterà alcuna traccia scientifica.
Nel territorio dell’Aerca di Siracusa operano 13 stazioni fisse di monitoraggio, 10 delle quali inserite nel Programma di Valutazione (PdV), oltre a un laboratorio mobile installato a Città Giardino dal giugno 2023. Quest’ultimo, dotato di spettrometro di massa per la misurazione dei composti solforati (Airsense), risulta però non operativo da maggio per problemi tecnici.
Da aprile 2025 sono inoltre attivi due analizzatori di idrogeno solforato (H₂S) nelle stazioni Augusta Megara e Augusta Marcellino.
Gli inquinanti oggetto della relazione sono: SO₂, NO₂, NMHC (idrocarburi non metanici), benzene, H₂S, PM10 e PM2.5. I dati sono stati confrontati con i limiti del D.Lgs. 155/2010 e con i valori guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Per il biossido di zolfo (SO₂) non si registrano superamenti né del limite orario (350 µg/m³) né di quello giornaliero (125 µg/m³). I picchi più significativi si sono attestati su valori contenuti: 27 µg/m³ a SR-Belvedere il 16 gennaio e 22 µg/m³ a Priolo il 9 gennaio.
Anche per il biossido di azoto (NO₂) nessun superamento del limite orario di 200 µg/m³ e nessun picco ritenuto significativo.
Per il benzene – il cui unico limite normativo è annuale (5 µg/m³) – si utilizza come riferimento la soglia oraria di 20 µg/m³, tipica delle aree urbane non industriali.
A gennaio sono stati registrati superamenti di questa soglia: 26 µg/m³ ad Augusta Marcellino il 9 gennaio alle 23, 23 µg/m³ nella stessa stazione il 15 gennaio alle 2, 24 µg/m³ a SR-Belvedere il 25 gennaio alle 10.
Valori che indicano episodi in cui la componente industriale potrebbe aver inciso in modo rilevante.
NMHC: picchi oltre dieci volte la soglia.
Il dato più impressionante riguarda gli idrocarburi non metanici (NMHC).
In assenza di un limite normativo vigente, si considera come riferimento la soglia di 200 µg/m³.
Ebbene, i picchi registrati superano di molte volte questo valore: Priolo: 2.463 µg/m³ il 16 gennaio alle 11, SR-Pantheon: 1.513 µg/m³ il 5 gennaio alle 12; Augusta Marcellino: 803 µg/m³ il 6 gennaio alle 11 e 1.032 µg/m³ il 17 gennaio alle 9.
Numeri che testimoniano eventi acuti e concentrati nel tempo.
H₂S: superata più volte la soglia olfattiva
Per l’idrogeno solforato (H₂S), la soglia olfattiva è fissata a 7 µg/m³. A gennaio si sono registrati diversi superamenti: 9 µg/m³ a Priolo il 4 gennaio alle 23, 12 µg/m³ ad Augusta Marcellino il 2 gennaio alle 10, 13 µg/m³ ad Augusta il 5 gennaio alle 8.
Valori che spiegano la percezione diffusa di cattivi odori da parte della popolazione.
Polveri sottili: cinque giorni oltre il limite per il PM10
Sul fronte delle polveri, il limite giornaliero per il PM10 (50 µg/m³) è stato superato in tutte le stazioni il 3, 5, 6, 24 e 25 gennaio.
Il valore guida OMS per il PM2.5 (15 µg/m³ come media giornaliera) è stato superato in molte stazioni, in particolare il 5, 6, 21 e 24 gennaio.
Il nodo del 21 gennaio: cosa hanno respirato i cittadini?
Al di là dei numeri, resta aperta la questione del 21 gennaio ad Augusta.
Le segnalazioni dei cittadini tramite App Nose non hanno trovato riscontro analitico: nessun campionamento mirato, nessuna caratterizzazione chimica dell’aria respirata in quelle ore.
L’assenza di centraline nelle immediate vicinanze dei miasmi segnalati ha impedito di raccogliere dati. E senza dati, non ci sono risposte. Cosa è stato inalato in quelle ore? Come possono tutelarsi i cittadini?
Quali procedure si attivano in caso di segnalazioni ripetute? Sono domande che il comitato rivolge alle istituzioni competenti – dal Comune ad Arpa, fino agli organi di protezione civile e sanitaria – in attesa di chiarimenti.
Perché se è vero che molti parametri restano entro i limiti di legge, è altrettanto vero che i picchi registrati e gli episodi non analizzati continuano ad alimentare un senso diffuso di incertezza. E quando si parla di aria e salute, l’incertezza pesa quanto – se non più – dei numeri.
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