Ha scatenato reazioni immediate ad Augusta l’intervento del commissario unico per la depurazione, Fabio Fatuzzo, che nel corso di una conferenza stampa dedicata al depuratore cittadino ha espresso un appello a favore del “Sì” in vista del referendum sulla riforma della giustizia. Le dichiarazioni hanno suscitato la dura presa di posizione di alcuni esponenti politici locali, che parlano di uso improprio di un momento istituzionale.
Il depuratore di Augusta, ricordano i critici, rappresenta un’infrastruttura strategica per il futuro della città, fondamentale per la tutela dell’ambiente, la salute dei cittadini e il rilancio del territorio, oltre che per superare una procedura di infrazione comunitaria. Un’opera attesa da anni, ritenuta indispensabile per garantire un sistema moderno ed efficiente di trattamento delle acque reflue e per sostenere uno sviluppo sostenibile della comunità.
Proprio per la rilevanza del progetto, secondo i firmatari della nota, il tema dovrebbe essere affrontato con il massimo rispetto delle istituzioni e dei luoghi che le rappresentano. Il salone di rappresentanza del Comune, sottolineano, è uno spazio istituzionale appartenente all’intera comunità e dovrebbe restare estraneo a dinamiche di propaganda politica.
«Riteniamo inopportuno che il commissario Fatuzzo utilizzi la conferenza stampa dedicata al depuratore come occasione per fare campagna elettorale per il “Sì”», afferma il consigliere comunale del Partito Democratico Giancarlo Triberio. «Un’infrastruttura così rilevante per Augusta – aggiunge – non può e non deve essere strumentalizzata per finalità politiche o elettorali».
Secondo Triberio, il confronto pubblico sul referendum è legittimo ma dovrebbe svolgersi nei luoghi e nei tempi appropriati, senza sovrapporsi a momenti istituzionali che dovrebbero essere dedicati esclusivamente all’informazione e alla trasparenza verso i cittadini. «Augusta merita serietà, rispetto delle istituzioni e un dibattito pubblico libero da strumentalizzazioni», conclude.
Ancora più dura la posizione di Gianbattista Totis, presidente del Comitato per il No di Augusta che parla di «incredibile ed indecente atto di servilismo politico». Totis stigmatizza il fatto che durante la conferenza stampa sul contenzioso relativo al depuratore il commissario si sia spinto oltre il tema tecnico, arrivando a rivolgere elogi al deputato Luca Cannata e a invitare a votare “Sì” al referendum.
Per il presidente del Comitato l’episodio confermerebbe «la necessità di respingere con un sonoro No il tentativo di assoggettare anche la magistratura alla politica», denunciando quella che definisce una gestione della cosa pubblica legata a logiche di sudditanza politica.
La vicenda alimenta così il confronto politico cittadino, in un contesto già acceso in vista dell’appuntamento referendario.
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