La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 3 anni e 3 mesi, per falso in atto pubblico, al notaio Giambattista Coltraro che fu anche deputato regionale.
La sentenza della Corte di Appello di Catania, emessa a dicembre del 2024, diventa così definitiva.
Nella sentenza del processo di primo grado, nel 2021, Coltraro era stato riconosciuto da Tribunale di Siracusa colpevole del reato di falso e condannato alla pena di 6 anni e 5 mesi.
La riduzione della pena, rideterminata dalla Corte di Appello di Catania e confermata dalla Cassazione, è dovuta alla prescrizione di alcuni reati intervenuta durante il procedimento.
Coltraro, che all’epoca dei fatti di cui è accusato, esercitava ad Augusta, nel 2013 era stato eletto all’Assemblea Regionale Siciliana, nel collegio di Siracusa nella lista Il Megafono, a sostegno al presidente Rosario Crocetta, con 4.137 preferenze.
I fatti contestati risalgono infatti al 2015, e sono relativi all’inchiesta della Procura della Repubblica di Siracusa “Terre Emerse”, condotta dai Carabinieri di Augusta e relativa all’acquisizione illecita di terreni per un valore intorno a 3 milioni di euro, che portò all’arresto di 11 persone.
Secondo l’accusa, un gruppo criminale si sarebbe appropriato di alcuni terreni, prevalentemente nel territorio di Carlentini, per oltre 2mila ettari, attraverso atti pubblici falsi, rogati dal notaio Coltraro tra il 2011 ed il 2014.
Le false compravendite sarebbero avvenute, alcune all’insaputa dei legittimi proprietari, altre attraverso minacce e pressioni.
Sui terreni così acquisiti, il gruppo avrebbe poi ottenuto finanziamenti pubblici per più di 200mila euro, attraverso la complicità di ispettori dell’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura.
Coltraro ha sempre respinto le accuse, sostenendo la regolarità degli atti di compravendita.
La sua posizione era stata stralciata rispetto a quella degli altri indagati.
Il notaio ex deputato regionale è stata anche condannato al pagamento delle spese processuali e al risarcimento delle parti civili, per un totale di circa 40.000 euro.
Tra le parti civili che dovranno essere risarcite c’è il Comune di Carlentini, che si è costituito per tutelare l’interesse pubblico della città per i danni subiti a causa della vicenda.
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