Augusta torna al centro del panorama tecnico nazionale grazie al progetto di difesa della costa di Levante, selezionato per il convegno “Oltre i confini – Donne, Scienza e Ingegno tra Terra, Mare e Spazio”, svoltosi il 27 marzo al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria.
Il contributo, intitolato “Superare i confini nella difesa costiera: un caso studio di ingegneria marittima al femminile”, è stato presentato dall’ingegnere Gilda Rita Lifrieri, capogruppo progettista, incaricata dal Comune di Augusta, dopo essere stato scelto attraverso una call for abstracts a livello nazionale.
Il progetto riguarda la messa in sicurezza della costa di Levante dell’isola di Augusta, da anni interessata da fenomeni di erosione marina e dissesto idrogeologico. Le mareggiate sempre più intense hanno progressivamente compromesso le scogliere esistenti, mentre i pendii retrostanti mostrano criticità legate alla stabilità dei terreni, con potenziali rischi per infrastrutture, viabilità e servizi.
Attualmente i lavori sono già in fase di realizzazione, segnando il passaggio concreto dalla progettazione all’esecuzione. L’intervento, dal valore complessivo di circa 5 milioni di euro, punta a un duplice obiettivo: da un lato garantire la sicurezza del territorio e la protezione di abitazioni e infrastrutture, dall’altro riqualificare il paesaggio costiero, restituendo piena fruibilità al litorale.
Dal punto di vista tecnico, il progetto prevede il potenziamento delle scogliere attraverso operazioni di rifioritura, salpamento e ricollocazione dei materiali, privilegiando anche il riutilizzo delle risorse già disponibili.
Parallelamente, sono in corso interventi di stabilizzazione dei versanti mediante tecniche di ingegneria naturalistica, caratterizzate da un basso impatto ambientale. L’intero progetto è stato sviluppato nel rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (Cam) e del principio europeo DNSH (Do No Significant Harm), con l’obiettivo di coniugare sicurezza, sostenibilità e valorizzazione del paesaggio.
La selezione del progetto nell’ambito del convegno rappresenta un importante riconoscimento del valore tecnico e strategico dell’intervento. Il caso studio di Augusta è stato inserito nella sessione dedicata alle esperienze territoriali, accanto a contributi di rilievo nazionale e internazionale nei settori dell’ingegneria, dell’architettura e della ricerca scientifica.
L’esperienza progettuale mette in evidenza anche il ruolo fondamentale dei gruppi di lavoro multidisciplinari e inclusivi. Approcci che integrano competenze diverse si dimostrano infatti più efficaci nell’affrontare la complessità delle sfide contemporanee.
In questo contesto, il contributo dell’ingegneria al femminile emerge come un elemento distintivo, capace di unire competenze tecniche, visione sistemica e attenzione al territorio.
Più che un semplice intervento di difesa costiera, quello della costa di Levante si propone come un modello di adattamento ai cambiamenti climatici. Un esempio concreto di come sia possibile integrare sicurezza, sostenibilità ambientale e qualità del paesaggio, contribuendo alla tutela e allo sviluppo del territorio.
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