Ancora una volta l’area industriale del Siracusano torna al centro delle polemiche per le emissioni maleodoranti. Nella giornata del 18 marzo scorso, forti miasmi di presunta origine industriale hanno interessato la zona sud della città, in particolare l’area Aerca, con segnalazioni diffuse da parte dei residenti.
Secondo quanto denunciato dal Comitato Stop Veleni, l’episodio avrebbe coinvolto nuovamente lo stabilimento Isab Sud, già in passato oggetto di attenzione per fenomeni analoghi. “Un evento che si ripete con inquietante regolarità – sottolineano – mentre la tutela del territorio e della salute dei cittadini continua a mostrare criticità”.
Fondamentale, in questa fase, sarà il ruolo del sistema di monitoraggio della qualità dell’aria gestito da Arpa, da cui si attende un report dettagliato per comprendere la natura delle sostanze disperse nell’atmosfera e i possibili effetti su ambiente e salute pubblica.
Il Comitato auspica che, a differenza di quanto accaduto in precedenti occasioni, non si verifichino malfunzionamenti delle centraline di rilevamento.
Intanto la Procura di Siracusa si è già attivata, disponendo il sequestro del serbatoio da cui si ipotizza sia partita la fuoriuscita della nube maleodorante.
Determinante, in tal senso, è stata anche la collaborazione dei cittadini, che hanno segnalato tempestivamente l’episodio attraverso l’applicazione Nose.
“È apprezzabile la reazione di chi continua a credere nelle istituzioni – evidenzia il Comitato – denunciando e segnalando questi episodi che ormai si ripetono con frequenza preoccupante”.
Il tema delle molestie olfattive, tuttavia, resta una questione aperta e strutturale. Secondo il Comitato Stop Veleni, è indispensabile un intervento risolutivo da parte delle istituzioni, ribadendo che la popolazione non è disposta ad accettare compromessi quando è in gioco la salute.
“Tra profitto e tutela della vita non può esserci alcun bilanciamento – concludono – come sancito anche dalla Costituzione. Continueremo a segnalare e denunciare ogni episodio affinché il nostro territorio non venga più compromesso”.
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