Scatta la protesta del personale della casa di reclusione di Augusta, che oggi si asterrà totalmente dal servizio mensa.
Una decisione maturata dopo una lunga serie di segnalazioni inviate alla direzione dell’istituto penitenziario per denunciare presunte irregolarità nella gestione del servizio di ristorazione.
A rendere nota la mobilitazione è la Fns Cisl Ragusa Siracusa, che in una comunicazione ufficiale ha chiesto un intervento risolutivo e un confronto diretto con il responsabile dell’azienda che gestisce la mensa.
Secondo quanto riportato nella nota sindacale, il menù non rispetterebbe il capitolato d’appalto: mancherebbero i due primi piatti previsti, mentre pranzo e cena presenterebbero le stesse portate, in violazione dell’obbligo di differenziazione.
Negli ultimi giorni si sarebbe inoltre registrata una carenza di generi alimentari, con scarsa disponibilità – e talvolta totale assenza – di alternative al secondo piatto.
Tra le criticità segnalate anche la qualità della carne, con hamburger riproposti per due sere consecutive, circostanza che avrebbe ulteriormente alimentato il malcontento tra il personale.
La vicenda, sottolinea il sindacato, è particolarmente sentita dagli agenti di Polizia penitenziaria e dal personale tecnico-amministrativo.
Per questo la Fns Cisl ha chiesto un incontro urgente alla direttrice dell’istituto, proponendo l’istituzione di una nuova commissione mensa, organo deputato al controllo del servizio.
La richiesta prevede che i componenti vengano sorteggiati tra il personale di Polizia penitenziaria e tecnico-amministrativo, con l’inclusione di almeno quattro dirigenti sindacali scelti tra le sigle rappresentative e di un medico incaricato.
«Domani, intanto, tutti i dipendenti si asterranno dal servizio mensa – ha dichiarato Gabriele Vazzano, vice coordinatore territoriale della Federazione e firmatario della richiesta di incontro –.
La situazione deve essere risolta per ridare dignità a un servizio indispensabile in un luogo di lavoro. La salubrità degli ambienti e il rispetto del capitolato d’appalto sono principi fondamentali per una mensa che ogni giorno serve decine di persone».
La protesta di domani rappresenta dunque un primo segnale concreto di mobilitazione, in attesa di risposte da parte della Direzione e della società che gestisce il servizio.
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