Un sorprendente ritrovamento potrebbe fornire importanti elementi per ricostruire la storia di Augusta.
Durante i lavori per la realizzazione del terzo ponte tra il quartiere Borgata e l’isola, sono stati infatti ritrovati numerosi frammenti lignei con evidenti segni di lavorazione.
I reperti sono emersi nel corso delle attività di trivellazione per la realizzazione dell’opera che ricade nell’ambito dell’intervento, a cura dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, finanziato nell’ambito del Pnrr, “Accessibilità al Porto di Augusta – Messa in sicurezza opere d’arte a servizio dell’accesso al porto e realizzazione terza via di collegamento tra i comprensori portuali dell’isola e la terra ferma”.
L’intervento, in parte già realizzato, prevede la costruzione della terza via di collegamento tra i comprensori portuali dell’isola di Augusta e la terraferma, la manutenzione straordinaria della via di collegamento tra il Porto Commerciale di Augusta e l’area cantieristica di Punta Cugno fino alla radice del Pontile Consortile del Porto di Augusta e il ripristino strutturale del viadotto Federico II del Comune di Augusta.
I frammenti lignei sono stati ritrovati sulla sponda nord, quella nel quartiere Borgata, circa 3 m sotto il piano di cantiere, all’interno di uno strato argilloso che ha garantito alla conservazione dei materiali organici.
A segnalare il ritrovamento è stato l’archeologo incaricato del servizio di sorveglianza che lo ha comunicato alla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana.
I reperti potrebbero risalire al periodo spagnolo e tra le prime ipotesi c’è quella che si tratti di un ponte levatoio risalente al periodo spagnolo o di un’imbarcazione affondata, un galeone o un triremi.
Ipotesi assolutamente premature e azzardate e dovranno essere verificate alla luce dei risultati delle indagini diagnostiche mediante la datazione radiocarbonica (C14 AMS), prescritte dalla Soprintendenza del Mare, che dovranno essere eseguite su almeno tre campioni selezionati dei reperti lignei.
La stessa Soprintendenza ha inoltre disposto la sospensione cautelativa, temporanea e localizzata delle attività di trivellazione e di ogni lavorazione direttamente interferente, compresa l’eventuale rimozione di incamiciature già infisse, in un’area di rispetto avente raggio di 30 metri con centro nel punto di rinvenimento, per prevenire ulteriori interferenze con la potenziale giacitura archeologica.
L’AdSP ha provveduto all’affidamento delle indagini diagnostiche come prescritto dall’ente di tutela alla società Beta Analytic Inc., di Miami in Florida.
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