Il 31 marzo la casa di reclusione di Augusta ha ricevuto la visita del vescovo di Siracusa e del magistrato di Sorveglianza, in un momento che ha assunto un forte valore sia simbolico che istituzionale.
La celebrazione della Santa Messa, officiata dal vescovo alla presenza dei detenuti, insieme alla partecipazione del magistrato, è stata interpretata come un segnale concreto di vicinanza, non solo sul piano spirituale ma anche su quello delle istituzioni.
La visita arriva a poche settimane da un episodio che aveva riportato l’istituto al centro delle cronache: un’aggressione ai danni di un agente di polizia penitenziaria, colpito da un detenuto extracomunitario e rimasto ferito alla mandibola con una prognosi di venti giorni.
Al termine della funzione religiosa, il vescovo e il magistrato, accompagnati dalla direttrice dell’istituto, Francesca Fioria, hanno visitato anche la sezione di alta sicurezza, incontrando i detenuti.
Sull’iniziativa è intervenuta l’organizzazione sindacale Osapp, che ha espresso apprezzamento per la visita, sottolineandone il valore umano e istituzionale. Allo stesso tempo, il sindacato ha evidenziato la necessità di affiancare ai gesti simbolici interventi concreti, in particolare sul fronte dell’organizzazione del lavoro all’interno del carcere.
Secondo l’Osapp, come sottolinea il segretario provinciale del sindacato della Polizia penitenziaria Giuseppe Argentino, infatti, lo sviluppo di attività lavorative per i detenuti rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre tensioni e aggressività, spesso alimentate dall’ozio.
Il lavoro negli istituti penitenziari, ricordano, è previsto e remunerato e costituisce un elemento chiave nel percorso di reinserimento sociale.
In questa direzione, il sindacato ha invitato la direzione della struttura a promuovere nuovi progetti lavorativi, in linea con i principi istituzionali che mirano al recupero e alla rieducazione della popolazione detenuta.
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