Il Policlinico “G. Rodolico-San Marco” di Catania è al centro di un caso nazionale dopo l’assunzione, con avviso pubblico, di una naturopata.
In realtà la professionista è in servizio già da dicembre dello scorso anno, ma la polemica è esplosa dopo un articolo del quotidiano La Sicilia.
L’incarico avrà la durata di un anno e la retribuzione della professionista sarà di 14.600 euro.
A fare scoppiare la polemica è la natura olistica della disciplina, non riconosciuta come scienza medica e priva di ogni fondamento scientifico e prive di adeguate evidenze cliniche sugli effetti sulla salute dei pazienti.
Il Cicap, il Comitato per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze, ha inviato una lettera al ministro della Salute Orazio Schillaci con la quale chiede la sospensione dell’incarico, che rappresenterebbe la legittimazione istituzionale di pratiche prive di prove di efficacia su pazienti fragili.
La notizia è stata rilanciata dall’immunologo e docente di Microbiologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Roberto Burioni,
La professionista, Giordana Proto, precisa che non è laureata in medicina, non formula diagnosi e non prescrive farmaci.
Si occupa di medicina naturale e la sua è una laurea in Scienze Olistiche con indirizzo Educazione Alimentare e Nutrizione, conseguita in Svizzera.
Come riassume il Cicap nella lettera inviata al ministro Schillaci, il piano di studi pubblicato da LinkCampus comprende, tra gli altri, insegnamenti di iridologia, naturopatia quantica, oligoterapia carmica, riflessologia planetare e aromoterapia tibetana.
“Si tratta di approcci che nascono da presupposti teorici incompatibili con lo stato dell’arte delle conoscenze mediche, non sono supportati da evidenze scientifiche adeguate e non rientrano nella formazione sanitaria universitaria italiana”.
Il Cicap precisa che il problema non è la presenza negli ospedali di professionisti non medici, che svolgono funzioni essenziali nell’assistenza e nella ricerca, ma comprendere perché una formazione di questo tipo sia stata considerata appropriata per partecipare ad attività definite come studi clinici, in reparti che assistono anche persone sottoposte a trapianto e minori con patologie reumatologiche. “Un incarico retribuito conferito da un’azienda ospedaliero-universitaria attribuisce inevitabilmente credibilità istituzionale alle competenze selezionate”.
Il presidente del Cicap Lorenzo Montali chiede al ministro “una verifica dei presupposti scientifici e professionali dell’incarico e, qualora non risultassero adeguati, di intervenire affinché la decisione sia sospesa e revocata, a tutela dei pazienti e dell’Ospedale stesso, in attesa di un parere delle società scientifiche di riferimento (chirurgia vascolare, reumatologia pediatrica)”.
“La medicina pubblica e universitaria ha il dovere di tutelare i pazienti fragili dal rischio di pratiche non validate, indipendentemente dalla buona fede di chi le propone”.
La dottoressa Proto, raggiunta da Repubblica, ha chiarito quali sono i compiti che svolge all’interno del Policlinico, che consistono essenzialmente nel dare consigli semplici, basati su comportamenti dettati dalla medicina naturale, ai pazienti o ai genitori di quelli in età pediatrica, sempre con il medico accanto.
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