Nulla di fatto anche nella seconda votazione per l’elezione del presidente del consiglio comunale di Lentini, dopo il rinvio di mercoledì.
Non accenna quindi a ricomporsi la frattura nella maggioranza di centrosinistra allargato che sostiene il sindaco Pupillo ma non riesce ad eleggere il presidente neanche nella seduta di ieri, quando sarebbe stata sufficiente la maggioranza semplice dei consiglieri.
La votazione si è infatti conclusa con un pareggio, 8 voti sono andati al candidato ufficiale della maggioranza Ciro Greco e altrettanti a Davide Marchese, della stessa coalizione, su cui sono confluiti i voti dell’opposizione.
Prima della votazione, Marchese aveva dichiarato che non avrebbe votato con la maggioranza di cui ha tuttavia confermato di fare parte.
Alla sua dichiarazione si è associato Rosario Vacante e i loro voti, uniti a quelli dei 6 consiglieri di opposizione, hanno portato alla parità e quindi al rinvio della seduta a lunedì, come richiesto dallo stesso Marchese e votato all’unanimità.
Se ne riparlerà quindi lunedì 20 luglio alle 19, sempre che nel frattempo si trovi una soluzione che consenta di superare lo stallo attuale.
Continua quindi la crisi della maggioranza che non riesce a trovare l’unità dei suoi componenti sul nome designato di Ciro Greco, la cui candidatura sembra fatalmente perdere quota.
Si fa così largo l’ipotesi di un nuovo candidato capace di mettere d’accordo quanto meno i 10 consiglieri della colazione che ha sostenuto il sindaco Pupillo.
Una soluzione possibile sarebbe quella tecnica, cioè il consigliere eletto con il maggior numero di preferenze, Giuseppe Spada, che presiede le sedute fino all’elezione del presidente, ma che fa parte dell’opposizione.
Sullo sfondo di questo avvio dell’attività amministrativa restano l’esposto e il ricorso al Tar presentati dal candidato sindaco sconfitto, Giuseppe Fisicaro, che potrebbero cambiare radicalmente la geografia del consiglio comunale.
Dai controlli effettuati dalla Commissione elettorale che ha proclamato i consiglieri eletti, mancherebbero 96 voti di lista, la cui assegnazione potrebbe cambiare del tutto la composizione del consiglio comunale.
Alcuni verbali di seggio sarebbero stati erroneamente ineriti nelle buste che comprendono le schede elettorali, che non possono essere aperti se non dall’autorità giudiziaria.
La questione riguarda nello specifico l’attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione del sindaco eletto.
Tra gli elementi che alimentano l’incertezza c’è il risultato della lista Lentini 2026, che ha sostenuto la candidatura di Pupillo, e che è accreditata del 5,13% dei voti, appena una manciata oltre la soglia del 5%.
Basterebbero pochi voti infatti per fare scendere la lista al di sotto della lista, cambiando così la base di calcolo delle soglie che stabiliscono l’attribuzione del premio di maggioranza.
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