Un dato è ormai certo, a Lentini non si voterà nella tornata elettorale di questa primavera ma alla scadenza naturale il prossimo anno.
È il risultato della mancata approvazione della mozione di sfiducia contro il sindaco Rosaio Lo Faro, ieri sera in Consiglio comunale.
Doveva essere il giorno dell’addio del sindaco Lo Faro e invece è stata la resa dei conti tra le opposizioni.
Sulla carta la mozione di sfiducia presentata dai sei consiglieri del gruppo Grande Sicilia e dal consigliere Campisi del movimento “L’altra Lentini” avrebbe dovuto essere votata da 13 consiglieri su 16, quindi a larga maggioranza.
Contrari sarebbero dovuti essere solo i tre consiglieri di ‘Insieme in movimento’, guidati dal fedelissimo del sindaco Efrem Sanzaro, unico in questi quattro complicati anni della vita dell’amministrazione, ad essere rimasto sempre al suo fianco.
Invece, al momento della votazione della mozione, i favorevoli sono stati 9, uno in meno della maggioranza qualificata richiesta per l’approvazione.
Determinanti le assenze dei tre consiglieri di Grande Sicilia, Francesca Reale, Carlo Vasile e Gianmarco Di Grande, tutti firmatari della mozione, e l’astensione del presidente Alessandro Vinci, anche lui di Grande Sicilia.
In apertura di seduta il presidente Vinci, che sarà il vero protagonista della seduta, aveva letto un esposto presentato contro la consigliera Rossella Consiglio della lista “Per Lentini”, insediata lo scorso novembre dopo le dimissioni di Salvatore Ippolito.
Secondo l’esposto, la consigliera sarebbe stata incompatibile con la carica avendo presentato la richiesta di un contributo pubblico a favore dell’azienda di cui è amministratrice, richiesta che la consigliera aveva tra l’altro nel frattempo ritirato.
Ma è bastato il dubbio che un possibile ricorso avrebbe potuto invalidare la seduta, e quindi la votazione, per spingere Vinci ad annunciare la propria astensione facendo così mancare il voto che sarebbe stato determinante per l’approvazione della sfiducia al sindaco.
A votare la mozione, tra i consiglieri del gruppo Grande Sicilia, sono così rimasti solo il presentatore Giuseppe Vasta, che è stato per due anni il vice sindaco, e l’ex presidente del Consiglio Silvana Bosco Santocono.
Una vera disfatta per il partito autonomista che ha provocato l’immediata resa dei conti all’interno del gruppo.
Subito dopo la conclusione della seduta, il coordinatore Giuseppe Fisicaro e il capo gruppo Giuseppe Vasta, in un comunicato hanno accusato i consiglieri assenti e attaccato pesantemente il presidente Vinci.
“Sentito il partito a livello provinciale, Grande Sicilia comunica che i consiglieri Reale e Vinci, così come i consiglieri assenti Di Grande e Vasile, non fanno più parte del partito né dei suoi organi locali e provinciali.
Prendiamo nettamente le distanze da chi utilizza la politica per ambizioni individuali e personalismi, anziché per il bene della comunità. Il nostro impegno resta esclusivamente rivolto agli interessi dei cittadini e rimaniamo dalla parte della rappresentanza e della coerenza”.
Ma nel comunicato di Grande Sicilia si accusa il presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Vinci.
Sarebbe stato lui a promuovere la raccolta firme, la presentazione e la calendarizzazione della mozione e a volere l’uscita del gruppo dalla maggioranza.
“Le sue aspirazioni personali hanno rappresentato il vero motore politico di questa scelta. Quando però è emerso che un’eventuale candidatura a sindaco avrebbe dovuto essere condivisa e non imposta, si è assistito a un evidente voltafaccia, che ha smentito le aspettative precedentemente alimentate e confermato una gestione fondata su personalismi”.
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