La Procura della Repubblica d Palermo ha chiesto l’esecuzione di misure cautelari per 9 persone con l’accusa di corruzione. Tra loro ci sono l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao, avvocato d’affari e marito dell’ex capo di Gabinetto del ministero della Giustizia Nordio, Giusi Bartolozzi.
Richiesta di arresto anche per il deputato regionale di Grande Sicilia Mpa Giuseppe Geremia Lombardo, nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele.
Gaetano Armao, 61 anni, è avvocato, docente di Diritto amministrativo al dipartimento di Scienze politiche e delle relazioni internazionali dell’Università di Palermo, è stato vice presidente della Regione e assessore all’Economia nel governo Musumeci, e assessore all’economia e all’Energia con nel governo del presidente Raffaele Lombardo. Lombardo, e candidato alla Presidenza della Regione con il Terzo Polo alle ultime elezioni regionali,
È stato consulente legale delle imprese impegnate nel progetto, poi naufragato, dell’allora presidente Cuffaro, di realizzare, quattro mega inceneritori Sicilia.
Ad agosto del 2023 era stato nominato dal presidente della Regione Schifani, presidente della Commissione tecnica specialistica (Cts) che si occupa di rilasciare le autorizzazioni in materia ambientale di competenza regionale, incarico scaduto due mesi fa.
L’accusa formulata dai Pm, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia, è di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione per l’esercizio della funzione.
Sono stati perquisiti uffici pubblici, abitazioni e studi professionali.
L’inchiesta riguarderebbe un giro di presunte mazzette nell’ambito della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali.
Il riferimento è a progetti industriali, energetici che avrebbero dovuto essere approvati dalla Cts durante la presidenza di Armao.
Gli investigatori ipotizzano che dietro alcune richieste ci fosse in realtà un sistema illecito di corruzione.
Il capo della Procura della repubblica di Palermo, Maurizio de Lucia ha reso noto che le perquisizioni sono state disposte per evitare la dispersione delle prove dopo la rivelazione delle indagini imposta dalla notifica dell’invito diramato dall’ufficio del gip, per l’interrogatorio preventivo previsto a seguito della richiesta di applicazione di misura cautelare.
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