Riprogrammare le somme – già in parte “distratte” da altri interventi – destinate ai primi lavori del Ponte sullo Stretto e utilizzarle prioritariamente per il ripristino di quanto danneggiato o distrutto dall’eccezionale violenza del ciclone.
È la richiesta avanzata da Italia nostra Sicilia al Governo dopo le devastazioni provocate dal ciclone Harry, che ha colpito duramente le coste della Sicilia, senza risparmiare le isole minori.
I danni stimati complessivi sono già superiori ai 2 miliardi di euro tra Sicilia, Sardegna e Calabria, di cui oltre 1 miliardo in Sicilia, con impatti gravissimi alle infrastrutture per la mobilità (rete viaria e ferroviaria) e ai servizi essenziali, all’agricoltura (colture in serra e in campo aperto), alla pesca (imbarcazioni della piccola pesca e pescherecci distrutti), alle strutture balneari, turistico alberghiere e ai porti turistici, nonchè ai numerosi tratti costieri più esposti e fragili.
L’associazione esprime la più viva preoccupazione per le gravi ricadute sulla tenuta economica e sociale dell’intera Regione nel medio-lungo periodo.
“Tra le infrastrutture per la mobilità maggiormente colpite risultano particolarmente gravi l’interruzione della tratta ferroviaria Siracusa–Messina e di ampi tratti costieri della SS 114. – scrivono in una nota quindici presidenti delle sezioni del siracusano ma anche di Messina, Milazzo e Trapani- Gran parte della viabilità litoranea è oggi impercorribile; frane, crolli e interruzioni delle reti di distribuzione di elettricità, acqua e gas si registrano diffusamente. Sono state distrutte o gravemente danneggiate anche le opere di protezione a mare dei tratti di costa più esposti.
Nulla ha resistito alla furia del ciclone Harry, che è stato perfino in grado di scaraventare a decine di metri dai litorali massi di ragguardevoli dimensioni e peso, come documentato da numerosi servizi filmati.
Alla luce della gravissima situazione venutasi a creare e delle ingentissime risorse necessarie per il ripristino delle infrastrutture viarie e ferroviarie, dei servizi, delle attività balneari, dell’agricoltura, della pesca e del turismo l’associazione lancia, dunque, l’appello per utilizzare subito i soldi destinati al Ponte.
“Oltre a città capoluogo come Messina, Catania e Siracusa, sono stati duramente colpiti molti piccoli Comuni costieri, i cui sindaci non possono e non devono essere lasciati soli. Da un disastro di tale portata, attestato da centinaia di interventi dei Vigili del fuoco e della Protezione civile, si può uscire in tempi ragionevoli solo attraverso una reale sinergia tra Stato e Regione – prosegue la nota in cui Italia Nostra Sicilia richiama, inoltre, il Governo nazionale alla necessità di interrompere definitivamente le politiche di sanatoria dell’abusivismo edilizio, che continuano a incentivare la cementificazione delle coste e dei territori fragili, aggravando il dissesto idrogeologico e aumentando in modo drammatico gli effetti distruttivi di eventi climatici estremi come quello appena verificatosi.
“Il nostro appello va in questa direzione: mettere in sicurezza i territori, tutelare le comunità locali e destinare le risorse pubbliche alle reali priorità del paese- concludono i presidenti.
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