La trasmissione in onda su Rai3 domenica alle 20 e 30 si occuperà dell’inchiesta che scuote la corrente turistica siciliana di Fratelli d’Italia. Intanto torna a farsi sentire Messina che attacca Schifani.
Dopo il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno e l’attuale assessore regionale Assessore per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo Elvira Amata, l’indagine della Procura della Repubblica di Palermo che sta scuotendo il partito meloniano in Sicilia, potrebbe coinvolgere anche l’ex assessore Manlio Messina.
È quanto si apprende da alcune indiscrezioni sull’inchiesta giornalistica condotta da Rai Report, la trasmissione d’inchiesta condotta da Sigfrido Ranucci, in onda domenica prossima alle 20 e 30 su Rai3.
Al centro dell’indagine della Procura ci sono biglietti per i concerti e l’auto blu concesse al presidente dell’Ars Galvagno, ma anche il Capodanno di Catania 2024, dato in gestione alla Puntoeacapo Srl dell’imprenditore Nuccio La Ferlita, che ha ricevuto 240mila euro di finanziamento pubblico.
Secondo quanto pubblicato da alcune testate, tra i nomi oscurati negli atti dell’inchiesta ci sarebbe anche Manlio Messina, assessore al turismo del governo Musumeci.
Sarebbe lui ad essere indicato come ‘uomo 6’ negli atti dell’inchiesta.
Messina, uomo forte di FdI nella Sicilia Orientale fino a luglio scorso, quando ha lasciato il partito per aderire al gruppo misto, lamentando di essere stato “emarginato” da partito di cui fino a qualche mese prima era stato vice presidente vicario del gruppo alla Camera.
Domenica scorsa, a Catania, nel corso dell’evento ‘Patrioti in Comune’, l’ex presidente della Regione Nello Musumeci, ora ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, si era rivolto a lui invitandolo a rientrare nel partito.
“È un discorso in famiglia, Manlio appartiene alla nostra storia. È cresciuto con noi, fa parte di questa comunità, ha compiuto una scelta presumo sofferta e dolorosa, così come per noi non è stato certamente un momento piacevole. Mi auguro personalmente che Manlio possa ripensarci e che ci possa essere un ritorno nel partito. Manlio, se ci stai seguendo…”.
E Manlio sembra aver risposto all’appello di Musumeci, rientrando, se non ancora nel partito, almeno sulla scena, con due post pubblicati sul suo profilo Facebook, a distanza di poche ore, con i quali sferra un duro attacca al presidente della Regione Schifani, i cui rapporti con FdI in questi giorni non sono proprio sereni.
Il primo post è un attacco frontale.
“Schifani continua a beneficiare del lavoro fatto dal Governo Musumeci. Continua a vantarsi degli ottimi risultati della Sicilia, di cui siamo tutti felici, ma forse credendo che i siciliani abbiano l’anello al naso e non capiscano che questi dati economici non possono essere il frutto di qualche anno di “lavoro”. Ad oggi oltre ai 300 mila euro dati alla società Trapani calcio, che ha come consulente l’avvocato Schifani (suo figlio) , non vedo nulla di strategico anzi, si rischia di tornare ancora una volta indietro. Speriamo che il Presidente Schifani possa trovare in questi due ultimi anni la spinta per trovare soluzioni davvero utili alla nostra terra diversamente lasci a chi ha più energia di lui”.
Nel secondo Messina annuncia addirittura la richiesta al Ministro Foti di commissariare la regione per la gestione dei progetti Pnrr.
“I dati parlano chiaro: la Sicilia è ferma. I progetti del Pnrr non avanzano, la spesa è bloccata e secondo le stime diffuse oggi rischiamo di perdere oltre 11 miliardi di euro destinati a infrastrutture, scuole, sanità e servizi ai cittadini.
La responsabilità di questo fallimento ricade direttamente sul presidente Renato Schifani, impegnato in questi mesi più alle polemiche interne e alla propaganda sui giornali locali che ai problemi reali della Sicilia.
Dispiace per questo metodo bizzarro di amministrare una regione, che oggi rischia di pagare un prezzo altissimo per l’immobilismo del suo vertice politico.
Chiederò al Governo nazionale, attraverso una interrogazione parlamentare al ministro competente Tommaso Foti, di attivare tutte le azioni di supporto, controllo e vigilanza necessarie, fino alla possibilità di commissariare la gestione dei progetti Pnrr. Bisogna fare chiarezza sullo stato di avanzamento dei lavori n Sicilia e sulle misure urgenti da adottare per evitare che miliardi di euro vadano perduti”.
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