Anche una delegazione dell’Unione cattolica della stampa italiana è stata ricevuta sabato scorso da Papa Leone XIV durante l’udienza concessa agli enti e i volontari che hanno collaborato per il giubileo “Pellegrini di speranza” dell’anno scorso.
I giornalisti dell’ Ucsi hanno, infatti, partecipato ai lavori della sottocommissione per la comunicazione per organizzare e promuovere un momento di confronto, con un incontro di formazione insieme all’Ordine dei giornalisti, alla Fnsi, alla Fisc, a Weca, a Copercom e alla stampa estera, all’interno del giubileo per il mondo della comunicazione che si è svolto il 24 gennaio 2025.
A guidare la delegazione, sabato mattina, nell’aula Paolo VI, sono stati il presidente Vincenzo Varagona, dal segretario nazionale Salvatore Di Salvo e dal tesoriere Alberto Lazzarini.
“All’Ucsi – ha detto Varagona – era stato chiesto di organizzare uno degli eventi del giubileo dei giornalisti e comunicatori, esattamente un anno fa, nella sede del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, aperto a tutti i giornalisti e comunicatori. Una tappa importante in un significativo processo di cambiamento”.
“E’ stata una grande emozione, un momento che certamente porterò nel cuore per tutta la mia vita, ma anche nella storia della nostra associazione – ha detto il segretario nazionale dell’Ucsi Salvatore Di Salvo – Al giubileo, lo scorso anno, del mondo della comunicazione hanno partecipato 370 giornalisti e comunicatori aderenti all’Ucsi. La delegazione più numerosa su 180 delegazioni provenienti da tutto il mondo. Attraversare la Porta santa, insieme ai colleghi e ai nostri familiari è stata un’esperienza unica e irripetibile. E’ stato il mondo della comunicazione a fare da apripista a tutti i “giubilei” che si sono succeduti lungo i mesi del 2025. Il primo e l’unico in cui c’è stata la presenza di papa Francesco.”
È stato un momento di bilancio, ma soprattutto di riconoscenza e di fiducia nel futuro.
“Quanto bene c’è nel mondo, voi siete la prova”, – ha detto papa Leone XIV aprendo il suo discorso, rivolgendosi a chi ha lavorato, spesso lontano dai riflettori, riconoscendo l’impegno di quanti hanno operato nella complessa macchina organizzativa dell’anno santo.
Leone XIV ha poi collegato l’impegno organizzativo alla missione stessa della Chiesa: “con il vostro lavoro avete aiutato molti a trovare e ritrovare speranza, e a riprendere il viaggio della vita con fede rinnovata e propositi di carità”.
In modo particolare il Papa ha ricordato la grande partecipazione dei giovani al giubileo: “È stato bello toccare con mano il loro entusiasmo, essere testimoni della loro gioia, vedere la serietà con cui hanno pregato, meditato e celebrato, osservarli, così numerosi e diversi tra loro, eppure uniti, ordinati, desiderosi di conoscersi e di vivere insieme momenti di grazia, di fraternità, di pace”.
Nella parte conclusiva del discorso ha poi lanciato un forte appello agli adulti e alle istituzioni.
“Tutti, a vari livelli, siamo responsabili del loro futuro, in cui c’è il futuro del mondo. Chiediamoci, allora, alla luce di ciò che abbiamo visto: di che cosa hanno realmente bisogno? I giovani hanno bisogno di modelli sani, che li indirizzino al bene, all’amore, alla santità, come ci hanno mostrato le figure di San Carlo Acutis e di San Piergiorgio Frassati, canonizzati lo scorso settembre”.
Al termine dell’incontro papa Leone XIV ha donato a ciascuno dei presenti “il Crocifisso del giubileo: una miniatura della croce con il Cristo glorioso che ha accompagnato i pellegrini”.
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