Si è riunita oggi a Niscemi la Direzione regionale del Partito democratico.
La scelta di Niscemi è dovuta alla volontà di testimoniare la vicinanza di tutto il partito e dei suoi dirigenti alla comunità niscemese, come ha spiegato il segretario regionale Anthony Barbagallo nella sua relazione introduttiva.
Al centro della riunione l’ennesimo scandalo che ha sconvolto la sanità siciliana, stavolta protagonista il supermanager della sanità regionale Salvatore Iacolino, ex eurodeputato del Pdl, vicino al presidente Schifani.
Barbagallo ha anche attaccato la scelta di Duilio Alongi quale responsabile del coordinamento di tutti i soggetti attuatori e delle strutture, regionali ed extra-regionali, impegnati nella gestione delle conseguenze del ciclone Harry e della frana che ha colpito Niscemi.
“Alongi, in base alle intercettazioni pubblicate, pare abbia avuto un ruolo decisivo per la proroga in servizio di Teresi.
Siamo in presenza di una distorta ricerca del consenso di chi occupa i posti di potere. Ecco perché ribadiamo che Schifani deve andare a casa”.
Giancarlo Teresi è il dirigente regionale del dipartimento delle Infrastrutture e Mobilità della Regione, arrestato per tangenti nell’ambito dell’indagine in cui è coinvolto Iacolino.
Barbagallo ha poi ricordato che la coalizione di centrosinistra si presenterà compatta nei 5 comuni più popolosi che andranno al voto a maggio: Messina, Marsala, Agrigento, Augusta e Termini Imerese.
Il segretario ha anche precisato di continuare a ritenere Sud chiama Nord un interlocutore e ha sottolineato l’impegno a definire, in delle elezioni regionali e politiche in programma per il prossimo anno, “sempre di più i contorni della coalizione, che devono caratterizzarsi per la discontinuità nelle idee e nelle proposte di governo”.
Per quanto riguarda la scelta del candidato presidente, il metodo deve essere condiviso con tutta la coalizione.
“Ribadisco che noi siamo il Pd e il primo metodo di scelta che abbiamo nello statuto è quello delle primarie”.
Ismaele La Vardera che ha già lanciato la sua candidatura alla presidenza della regione, ha risposto alle affermazioni del segretario del Pd.
“A dicembre lanciai la proposta di individuare il candidato presidente con le primarie, diversi mesi prima del lancio ufficiale della mia candidatura.
Non ebbi alcuna risposta.
Siamo in una stagione diversa, la mia disponibilità a correre oggi ha preso piede, crescendo sempre di più nel cuore di una fetta importante dei siciliani.
Se oggi sono disponibile alle primarie?
Vedremo con il resto della coalizione e soprattutto con gli altri aspiranti candidati, che oggi non ho avuto modo di conoscere.
Serve un programma rivoluzionario.
Io proseguo spedito il mio tour dei 391 comuni e condivido con forza il percorso intrapreso con la coalizione alle elezioni amministrative.
Certamente non temo le primarie, io stesso le avevo chieste, però prima di parlare di primarie parliamo di perimetri della coalizione e soprattutto di come vogliamo cambiare la Sicilia, apriamo il cantiere permanente delle idee.
Questa terra la cambieremo davvero solo se ci dotiamo di un programma rivoluzionario”.
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