Quando mancano 51 giorni all’apertura delle urne nei comuni chiamati al voto per rinnovare sindaci e consigli comunali, proviamo a fare il punto nei tre capoluoghi dove, ad eccezione di Messina, le divisioni all’interno dei due schieramenti principali sono nette.
Ad Agrigento la situazione più chiara è quella del centrosinistra, che ha scelto da tempo di puntare su Michele Sodano, di Controcorrente, mentre il centrodestra annaspa alla ricerca di una unità che sembra sempre più difficile da raggiungere.
Forza Italia, Movimento per l’Autonomia e Udc puntano infatti su Daniela Catalano, mentre Lega, Dc, Fratelli d’Italia sembrerebbero pronti a candidare Lillo Firetto.
Firetto è stato sindaco dal 2015 al 2020, dopo avere ricoperto la stessa carica a Porto Empedocle.
Alle elezioni del 2020 fu sconfitto al ballottaggio da Franco Miccichè.
Negli anni in cui Firetto era sindaco di Agrigento, Daniela Catalano ricopriva il ruolo di presidente del consiglio comunale.
A completare il quadro delle candidature c’è Giuseppe Di Rosa, civico del movimento “Tutti insieme per una città normale”, a cui potrebbe aggiungersi l’ex sindaco Lillo Sodano, anche lui di centrodestra.
A Enna a dividersi sono entrambi gli schieramenti.
Il Partito democratico ha deciso di puntare sul ‘Barone rosso’, come è soprannominato il 76enne Wladimiro Mirello Crisafulli, ma la scelta non è stata affatto apprezzata dagli altri partiti del campo largo.
Nettamente contrari Avs, Controcorrente di Ismaele La Vardera, il Movimento 5 stelle e Italia Viva.
Praticamente l’intero centrosinistra ad eccezione del Pd, che però sulla carta è l’unico partito dello schieramento che può contare su una base elettorale consistente.
Crisafulli ha incassato invece l’appoggio di Sud chiama Nord di Cateno De Luca.
Ma la sua candidatura divide anche il centrodestra, tanto che tre assessori della giunta uscente sono schierati con lui, come una parte della Dc, i cui candidati sarebbero ospitati in una lista civica.
Con Crisafulli si schiererebbe anche una parte di Forza Italia.
Ma sull’altro schieramento le cose non vanno meglio.
Sono in campo l’architetto Giovanni Contino, assessore all’urbanistica della giunta uscente sostenuto da Mpa e Noi Moderati, e il presidente del Consiglio comunale Paolo Gargaglione, sostenuto da Forza Italia.
Filippo Fiammetta sarà il candidato di Coordinamento Civico.
A Messina, il sindaco uscente Federico Basile, di Sud chiama Nord, ha presentato da tempo le 15 liste che lo sosterranno.
Per essere riconfermato dovrà vincere la concorrenza di altri tre candidati.
Il centrosinistra unito punta sull’avvocata femminista Antonella Russo, consigliera del Pd.
Marcello Scurria, avvocato amministrativista è invece sostenuto dal centrodestra compatto.
Scurria è stato nominato nel 2023 fino alla revoca di un anno fa, subcommissario dal Commissario Straordinario del Governo per il Risanamento della baraccopoli della città di Messina, il presidente della Regione Renato Schifani.
Con lui c’è tutto il centrodestra: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati, UdC, Mpa-Grande Sicilia, Democrazia Cristiana, Partito Repubblicano Italiano e Partito Animalista.
A completare il quadro delle candidature è l’ex ingegnere capo del Genio Civile e già candidato sindaco nel 2022, Gaetano Sciacca con il movimento civico “Rinascita Messina”.
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