Con l’unica eccezione della Valle d’Aosta, dove i saldi sono cominciati oggi, in tutta Italia è domani il giorno in cui i negozi cominceranno a praticare gli sconti di fine stagione, che dureranno fino al 15 marzo.
Secondo le stime di Confcommercio saranno un milione e mezzo le famiglie coinvolte, per una spesa media compresa tra 250 e 270 euro, l’equivalente di circa 100 euro a persona.
Il giro di affari per acquisti di capi di abbigliamento e calzature, dovrebbe raggiungere i 400 milioni.
La stessa Confcommercio aveva chiesto il rinvio dei saldi a febbraio, per consentire la vendita a prezzo intero dei capi di abbigliamento invernali, rimasti invenduti a causa della stagione mite.
Il presidente dell’associazione dei commercianti siciliana, Gianluca Manenti, si dice tuttavia ottimista e considera un segnale positivo la crescita del 2,5% registrata nel volume degli acquisti nei negozi dei centri storici.
“I dati sui consumi di Natalizia in Sicilia ci consegnano un segnale moderatamente positivo.
Nel 2025 registriamo una crescita dell’1,9% rispetto all’anno precedente nonostante anche un contesto economico ancora complesso.
E’ una ripresa prudente, sostenuta anche dall’utilizzo delle tredicesime, ma con famiglie più attente alla gestione del budget.
La spesa media per i regali si attesta tra i 190 e i 200 euro. Tra i settori che hanno trainato gli acquisti troviamo la gastronomia, la cura della persona, l’abbigliamento. Un dato particolarmente significativo riguarda il ritorno al commercio di prossimità.
Il 64% dei consumatori ha scelto i negozi fisici, confermando il valore del rapporto umano e della fiducia nel commercio locale.
Ora l’attenzione si sposta sui saldi infernali, al via dal 3 gennaio. Ci aspettiamo una buona affluenza, con consumatori orientati alla qualità e alla trasferenza dei prezzi, elementi fondamentali per tutelare famiglie e impressi”.
Quella dei saldi di fine stagione è una storia che ha origine nel 1939, ma che è stata rilanciata negli anni ’80, con lo scopo consentire ai commercianti di smaltire le collezioni ormai superate, così da poter pagare, con gli incassi, i fornitori e acquistare i capi per la stagione successiva.
Il termine saldi indica infatti la merce che non è stata venduta in un negozio a fine stagione, il termine è mutuato dal linguaggio finanziario, dove è usato per indicare la differenza tra le entrate e le uscite.
Ricordiamo che qualunque tipo di prodotto in saldo deve essere proposto con il medesimo prezzo in vigore negli ultimi 30 giorni e che è obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
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