Papa Leone XIV sarà a Lampedusa il 4 luglio.
Tra le visite pastorali programmate da maggio ad agosto, c’è anche nell’isola delle Palagie, simbolo della tragedia migratoria.
Come si legge nel comunicato del Vaticano, quella a Lampedusa è una visita che tocca le corde dell’anima della popolazione locale e mondiale, memore ancora della storica visita del 2013 di Papa Francesco.
Leone XIV si recherà al mattino nell’isola divenuta in questi anni l’approdo e la porta per l’Italia e l’Europa di migliaia di migranti di Africa e Medio Oriente.
Papa Francesco scelse Lampedusa come meta del suo primo viaggio fuori Roma e da quelle acque, sulle quali gettò una corona di fiori in memoria di tutte le vittime, denunciò questa tragedia che aveva trasformato il Mare Nostrum in un Mare Mortuum.
Sulla stessa scia del predecessore, Leone XIV tornerà a Lampedusa per dare conforto e incoraggiamento agli ospiti dei diversi hotspot e a quanti li assistono.
A settembre scorso, in occasione della proposta di candidatura dei “Gesti di Accoglienza” alla lista del Patrimonio Immateriale Unesco, Papa Leone aveva inviato un video messaggio agli abitanti dell’isola definendoli “baluardo di quell’umanità che le ragioni gridate, le paure ataviche e i provvedimenti ingiusti tendono a incrinare”.
“Non c’è giustizia senza compassione, non c’è legittimità senza ascolto del dolore altrui”.
Nel messaggio Papa Prevost aveva usato il dialetto per dire grazie alla gente dell’isola che ha sempre aperto le braccia ai migranti che sbarcano sulle coste.
“O’scià!. Il soffio, il respiro: questo vi augurate, salutandovi nel vostro dialetto.
E così vi salutò nel 2013 il nostro amato Papa Francesco quando venne tra voi: fu il suo primo viaggio. Sapete che nella lingua della Bibbia il soffio, il respiro sono ciò che noi traduciamo ‘lo spirito’.
E così, nel salutarci – oggi a distanza, ma spero presto in presenza, di persona –, come credenti noi invochiamo gli uni per gli altri lo Spirito Santo, il soffio di Dio”.
“Il mio grazie, che è il grazie di tutta la Chiesa per la vostra testimonianza, prolunga e rinnova quello di Papa Francesco.
Grazie ad associazioni, volontari, sindaci, amministrazioni che nel tempo si sono succeduti; sacerdoti, medici, forze di sicurezza e tutti coloro che, spesso invisibilmente, hanno mostrato e mostrano il sorriso e l’attenzione di un volto umano a persone sopravvissute nel loro viaggio disperato di speranza”.
Alla notizia del viaggio del Papa, il vescovo di Agrigento Alessandro Damiano ha espresso la sua gioia.
“Con Papa Leone pregheremo insieme per le innumerevoli vittime del Mediterraneo.
Quest’annuncio si incastona all’inizio della Quaresima… È una gioia in un periodo di sacrificio”.
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