Manca solo il voto dell’aula di Sala d’Ercole perché diventi legge l’istituzione dell’indennità ci carica per i presidenti dei Liberi Consorzi, i rimborsi per le spese di viaggio anche dei consiglieri, compresi quelli delle tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, e la retribuzione di assenze e permessi.
I presidenti dei Liberi Consorzi non svolgeranno più il mandato a titolo gratuito come è oggi.
La norma approvata in commissione introduce una indennità di carica “pari a quella del sindaco del comune capoluogo”, non cumulabile con l’indennità di sindaco.
I sindaci delle Città metropolitane e i presidenti dei Liberi Consorzi comunali, i consiglieri delle Città metropolitane e quelli dei Liberi Consorzi comunali, “hanno diritto di assentarsi dai rispettivi posti di lavoro per l’intera giornata in cui sono convocati i rispettivi consigli”.
Se i lavori si svolgeranno in orario serale avranno “diritto a non riprendere l’attività lavorativa prima delle ore otto del giorno successivo”.
Se si protrarranno oltre l’una avranno “diritto di assentarsi dal posto di lavoro per l’intera giornata successiva”.
È quanto prevede un emendamento del capogruppo di FdI Giorgio Assenza, approvato a maggioranza dalla commissione Bilancio dell’Ars, col voto favorevole anche del Pd.
Se diventasse legge, l’aumento del costo della politica sarebbe di quasi 370mila euro al mese.
Non usano mezzi termini i deputati di Contrcorrente: “si tratta di un emendamento vergognoso cui noi ci siamo opposti col voto nostro voto contrario. Siamo all’ennesima follia del governo Schifani”.
Questo invece il commento dei deputati del M5s.“Mentre la Sicilia affoga e mancano i soldi per tutto e per tutti, la maggioranza cosa fa?
Approva, nel contesto delle variazioni di bilancio, un emendamento che aumenta i costi relativi ai presidenti e ai consiglieri dei Liberi Consorzi.
È assurdo che in un momento come questo in cui famiglie e imprese sono con l’acqua alla gola, il carrello della spesa esplode e il caro energia rischia di mettere in ginocchio l’economia della Sicilia, qui si pensa solo a garantire certa politica, per i quali i soldi si trovano sempre, mentre gran parte dei nostri emendamenti sono stati bocciati per mancanza di fondi.
Per la corte di Schifani i soldi non mancano mai, per i bisogni dei siciliani sempre.
Meno male che le elezioni si avvicinano, i siciliani, siamo sicuri, sapranno come comportarsi”.
Dopo il voto è scoppiata la polemica tra i deputati del Partito democratico, con Nello Diipasquale che ha affrontato il presidente della Commissione antimafia Antonello Cracolici.
Tra i due sarebbero volate parole grosse ed è stato necessario sospendere la seduta per riportare la calma.
Dipasquale ha definito vergognosa l’approvazione dell’emendamento e ha fatto i calcoli degli aumenti per ciascuna delle ex province.
“L’indennità del presidente del Libero consorzio di Agrigento passerà da 4mila euro a 9mila e 660 euro al mese, quella di Enna da tremila euro a 9mila e 660 euro al mese, al presidente del Libero consorzio di Siracusa, con l’aumento, andranno 11mila euro a fronte degli attuali duemila e 208 euro al mese.
Parliamo di quasi 370mila euro al mese che potrebbero essere destinati a ben altre esigenze dei siciliani”.
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