Migliora la qualità delle Cure essenziali nel 2024 con 18 regioni promosse su 21.
Sono quelle che superano la pagella ministeriale sui Livelli Essenziali di Assistenza, i LEA.
Nello stesso anno, però, quasi 5,8 milioni di persone hanno rinunciato ad almeno una visita o un accertamento diagnostico prescritti dal medico.
Le rinunce a visite passano dal 7,6% al 9,9%.
Per il Presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta si tratta di due aspetti solo apparentemente contraddittori.
“Non possiamo concludere che la sanità sia improvvisamente migliorata.
Significa piuttosto che la pagella ministeriale ha una capacità molto limitata nel misurare l’effettiva esigibilità dei LEA da parte dei cittadini”.
Dal 2020 la verifica dell’erogazione dei LEA utilizza il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), articolato in 88 indicatori.
La pagella 2024 si basa su un sottoinsieme di 27 indicatori CORE. Per ciascuna delle tre macro-aree – prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera – ogni Regione ottiene un punteggio da 0 a 100, calcolato come media ponderata degli indicatori di ciascuna area.
Per essere considerata adempiente deve raggiungere almeno 60 punti in tutte e tre le macro-aree.
Come ogni anno, Gimbe ha condotto un’analisi indipendente sui dati del Ministero della Salute pubblicati lo scorso luglio, con lo scopo di misurare le differenze regionali e verificare che cosa la pagella riesce realmente a documentare.
Nel 2024 risultano inadempienti solo tre Regioni: la Calabria nell’area distrettuale, la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia nell’area della prevenzione.
Nel 2023 le Regioni inadempienti erano otto.
Il divario Nord-Sud risulta però solo apparentemente ridotto, perché se nel Mezzogiorno restano inadempienti solo Calabria e Sicilia, in realtà tutte le regioni meridionali, ad eccezione della Puglia, restano nella parte bassa della classifica.
Gimbe ha calcolato il punteggio complessivo per ogni regione, sommando i punteggi delle tre macro-aree e suddiviso i risultati in quartili.
Rispetto al 2023, 15 regioni migliorano il punteggio complessivo, 5 peggiorano e il Veneto rimane stabile.
La Sicilia registra un netto miglioramento nell’assistenza distrettuale e in quella ospedaliera.
Gli incrementi maggiori si registrano in Valle d’Aosta (+48 punti) e Abruzzo (+47); le riduzioni vanno da -1 punto del Molise a -11 delle Marche.
Nel 2024 sei delle diciotto Regioni adempienti presentano almeno una macro-area con un punteggio compreso tra 60 e 69. A titolo esemplificativo, innalzando la soglia minima a 70 punti, le Regioni adempienti scenderebbero da 18 a 12; con una soglia di 80 punti, a cinque.
La Sicilia risulta inadempiente per la prevenzione, dove ottiene il punteggio di 49, mentre va decisamente meglio nell’area della Distrettuale, dove ottiene il punteggio di 73, e in quella Ospedaliera dove il punteggio è 74.
Sulla base del punteggio totale degli adempimenti LEA per il 2024, calcolato da Gimbe,
La Sicilia risulta al terzultimo posto tra le regioni italiane e una delle sei inadempienti.
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