Non si può certo dire che quello di Mons. Lomanto, da quando si è insediato come vescovo della diocesi di Siracusa sia stato fin qui un periodo fortunato.
Non sembrano infatti diradarsi le nubi sul comportamento di alcuni sacerdoti della diocesi, che stanno caratterizzando il suo mandato, e non certo per responsabilità sue.
Subito dopo il suo insediamento, ormai tre anni e mezzo fa, Monsignor Lomanto aveva dovuto affrontare le tensioni e i problemi con alcuni sacerdoti di Augusta, ereditate dal suo predecessore.
Nel centro megarese, dove già un arciprete era stato condannato per abusi su una parrocchiana, prima le accuse di comportanti sessuali per niente adeguati al suo ministero di un parroco, poi la sospensione a divinis di un sacerdote accusato di essersi appropriato, a causa della ludopatia, di beni della parrocchia.
Di tutt’altro genere invece il provvedimento di sospensione dell’altro ex arciprete, dovuto ai contrasti con alcune confraternite che avevano portato a divergenze con la stessa Curia.
Appena un mese l’arresto del parroco della Chiesa Madre di Sortino, accusato di estorsione da un impresario di pompe funebri.
Errore, il gruppo non esiste! Controlla la tua sintassi! (ID: 42)Ora ci sarebbe, secondo quanto riportato dal quotidiano catanese in un articolo dell’edizione di oggi, una doppia inchiesta della Procura di Siracusa, che interesserebbe il clero siracusano.
La prima indagine, avviata sulla base di notizie giunte direttamente alla Procura da fonti confidenziali, avrebbe lo scopo di verificare le accuse di abusi sessuali rivolte a due sacerdoti.
La seconda riguarderebbe invece la presunta diffamazione di cui sarebbe stato vittima “un importante prelato della Diocesi”.
Il prelato sarebbe stato accusato di condotta omosessuale, con alcune mail inviate a diversi sacerdoti e laici, due anni fa.
Il condizionale è d’obbligo, considerato che non ci sono notizie ufficiali e che il riserbo è massimo, come è comprensibile, tanto da parte degli inquirenti che della Curia.
Di certo c’è che sono stati ascoltate alcune ‘persone informate dei fatti’, in qualche modo vicine agli ambienti ecclesiastici della provincia.
Tra questi ci sarebbe, secondo il quotidiano La Sicilia, “un parroco che ricopre un incarico di spessore che da anni intratterrebbe una relazione sentimentale con una donna”.
Si parla anche di uno scandalo che riguarderebbe il parroco della Chiesa madre di un comune della provincia, che avrebbe addirittura una relazione con due donne.
In merito all’articolo, l’ufficio per la Pastorale delle Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Siracusa ha smentito di essere a conoscenza dell’esistenza di indagini che coinvolgono sacerdoti.
Pubblichiamo il testo integrale del comunicato.
In merito all’articolo pubblicato oggi sull’edizione di Siracusa del quotidiano La Sicilia, la Curia di Siracusa, citata nell’articolo, evidenzia di non essere a conoscenza di un’indagine per abusi sessuali che riguarda sacerdoti siracusani. Qualunque reato va perseguito e punito e all’Autorità giudiziaria va il nostro sostegno nel portare avanti un’indagine che possa accertare un reato. “Non dobbiamo temere di proclamare la verità, anche se a volte scomoda, ma piuttosto di farlo senza carità, senza cuore” ci ha ricordato Papa Francesco.
Nel rispetto della libertà di stampa o di cosiddette inchieste giornalistiche che spesso si traducono in campagne diffamatorie che vengono portate avanti, in questo caso, la Curia ritiene che scrivere di un’indagine “in stato embrionale”, quindi senza riferimenti certi, ma solo per accendere la curiosità del lettore, non fornisce al lettore stesso un’informazione corretta. Solo qualche mese fa Papa Francesco invitava ad una “comunicazione costruttiva, che favorisca la cultura dell’incontro e non dello scontro”. Il Santo Padre ha parlato di peccati del giornalismo: “la disinformazione, quando un giornalismo non informa o informa male; la calunnia (a volte si usa questo); la diffamazione, che è diversa dalla calunnia ma distrugge; e la coprofilia, cioè l’amore per lo scandalo, per le sporcizie, lo scandalo vende”.






