Fim, Fiom e Uilm Siracusa prendono atto con favore dell’ordinanza della Regione siciliana emanata il 12 giugno scorso per fronteggiare gli effetti delle elevate temperature sui luoghi di lavoro e tutelare la salute dei lavoratori maggiormente esposti al rischio da stress termico.
“Si tratta di un provvedimento importante e necessario, che dispone la sospensione delle attività lavorative nelle fasce orarie più critiche nei giorni in cui viene rilevato un livello di rischio elevato per l’esposizione al calore. – hanno dichiarato i segretari Recano, Sardella e Miozzi-
Una misura che riconosce come la salute e la sicurezza debbano prevalere su qualsiasi esigenza produttiva. Tuttavia, riteniamo indispensabile che le tutele previste dall’ordinanza trovino piena applicazione anche nei confronti dei lavoratori metalmeccanici impiegati negli appalti e nelle manutenzioni del polo petrolchimico siracusano, spesso impegnati in cantieri, impianti industriali, attività all’aperto e lavorazioni caratterizzate da condizioni microclimatiche particolarmente gravose.
Come previsto anche dal protocollo d’intesa “Salute e sicurezza del settore metalmeccanico” sottoscritto il 4 agosto 2023 tra Confindustria Siracusa e le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm, il rischio da calore deve essere oggetto di specifica valutazione, ai sensi del D.lgs. 81/2008, e di adeguate misure di prevenzione e protezione, con particolare attenzione ai mesi estivi e alle attività svolte in condizioni ambientali severe.
Il protocollo inoltre richiama la necessità di ridurre l’attività lavorativa nelle ore più calde della giornata e di adottare interventi organizzativi idonei a limitare l’esposizione dei lavoratori al calore.
Per i lavoratori metalmeccanici degli appalti del petrolchimico il rischio è spesso aggravato dalla presenza di superfici metalliche irradianti, impianti ad alta temperatura, utilizzo di Dpi particolarmente pesanti e lavorazioni che richiedono elevato sforzo fisico. Condizioni che rendono necessario un approccio ancora più rigoroso nella prevenzione dello stress termico.
Per questi lavoratori il rischio da stress termico non è inferiore rispetto ad altri settori già espressamente richiamati dall’ordinanza. Al contrario, in molti casi le condizioni operative possono determinare livelli di esposizione ancora più elevati, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute e la sicurezza.”
Per tale ragione Recano, Sardella e Miozzi chiedono che aziende committenti, imprese appaltatrici, Asp, Ispettorato del lavoro e tutti i soggetti competenti garantiscano l’applicazione rigorosa delle misure di prevenzione e protezione previste dalla normativa vigente.
E prevedano la rimodulazione degli orari di lavoro, l’interruzione delle attività nelle fasce a maggior rischio, l’aumento delle pause di recupero, la disponibilità di aree ombreggiate e climatizzate, l’approvvigionamento costante di acqua e il monitoraggio delle condizioni di salute dei lavoratori fermo restando, la possibilità per le aziende di fare ricorso alla Cigo evocando la causale “eventi meteo” indipendentemente dalle temperature rilevate in tutti i casi dove sussista un rischio per la sicurezza dei lavoratori comprese le temperature eccessive.
Su queste tematiche i sindacati hanno inviato una richiesta di esame congiunto in Confindustria, per implementare e rinnovare la sottoscrizione del protocollo d’intesa “salute e sicurezza – settore metalmeccanico”, in funzione del decreto emanato il 12 giugno scorso dalla Regione Siciliana.
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