Dopo la mancata approvazione del bilancio, il Consiglio comunale di Priolo, salvo imprevedibili colpi di scena, sarà sciolto nei prossimi giorni dal presidente della Regione, come prevede la normativa sull’ordinamento degli enti locali.
Rimarrà invece in carica fino alla scadenza del mandato, nel 2028, il sindaco Gianni con la sua amministrazione, mentre le funzioni del Consiglio saranno svolte da un commissario nominato dalla Regione.
Sinistra Italiana, in un comunicato, parla di “democrazia sospesa” e chiede la modifica di una legge che è ormai utilizzata dai sindaci “per avere mani libere nel governo delle città”.
“I Sindaci come despoti che a colpi di minoranza ottengono lo scioglimento dei consigli comunali per. È successo di nuovo. A Priolo come a Francofonte appena qualche mese fa”.
Sinistra Italiana Avs sottolinea come la pratica della bocciatura del bilancio sia ormai utilizzata per ottenere lo scioglimento del consiglio comunale e liberarsi cosi dell’opposizione
“Quando un Sindaco perde la maggioranza in consiglio comunale adotta la strategia della bocciatura del bilancio per liberarsi dell’opposizione e continuare ad amministrare in splendida solitudine, fino alla fine del mandato.
Rappresenta un’arma micidiale nelle mani dei sindaci, strumento efficace per esercitare pieni poteri, sospendere la democrazia e vietare un corretto svolgimento del dibattito politico nelle nostre istituzioni locali”.
Quindi la richiesta di modificare una legge che produce effetti contrari alla democrazia.
“I sindaci non sono più primi cittadini, ma cittadini con pieni poteri che, quando vogliono, mettono a tacere le opposizioni per potere governare indisturbati.
È del tutto evidente che così non si può andare avanti.
Occorre mettere mano alle norme vigenti per eliminare queste storture e consentire all’opposizione politica di svolgere la funzione di controllo e pungolo delle amministrazioni comunali.
Se un Sindaco non gode più del sostengo della maggioranza che lo ha eletto deve rassegnare le dimissioni.
Se il governo Meloni non dovesse approvare la legge finanziaria, il governo non esisterebbe più e lei si dimetterebbe da presidente del consiglio.
Non si capisce perché per i sindaci debba avvenire l’esatto contrario: bocci il bilancio, il Sindaco resta in carico, il consiglio comunale va a casa”.
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