La recente sentenza del Tar Catania che ha accolto il ricorso da Ente Fauna Siciliana E.T.S., contro il blocco del procedimento ed ha ordinato la definitiva istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, continua a suscitare reazioni nel mondo politico e imprenditoriale.
Se la sentenza è stata accolta con entusiasmo dal mondo ambientalista, le reazioni della politica sono improntate alla prudenza e in qualche caso alla preoccupazione.
L’ex presidente della provincia ed ex assessore regionale Bruno Marziano, che ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Noto per il prossimo anno, ha accolto con favore la notizia.
“Personalmente penso che l’istituzione del Parco, se accompagnata da norme di attuazione che garantiscano tutte le attività turistiche ed imprenditoriali rispettose della natura e della tutela del paesaggio, non potrà che essere un grande volano di uno sviluppo ecosostenibile e, come avvenuto in tutte le altre situazioni di questo tipo, porterà grandi benefici all’intero territorio.
L’Istituzione di parchi ha rappresentato, ovunque si siano realizzati, un grande attrattore di un settore turistico legato al godimento della natura e dell’ambiente. Spero che in un confronto proficuo con le categorie interessate si possono fugare tutti i dubbi sulle preoccupazioni che sono state finora portate avanti per impedirne la realizzazione e si cominci invece a individuare e mettere in campo tutti i benefici che ne possono derivare”.
La presidente di CNA Siracusa, Rosanna Magnano ha espresso invece forte preoccupazione per gli effetti della sentenza.
“Non siamo, e non siamo mai stati, contrari alla tutela ambientale del nostro territorio ma da anni, insieme alle altre associazioni di categoria, denunciamo che la perimetrazione proposta dalla Regione è costruita senza un reale confronto con il tessuto produttivo locale, e rischia di produrre un danno che non è solo economico, ma sociale, identitario e di prospettiva per intere comunità degli Iblei”.
Il deputato regionale Carlo Auteri, interessato alla candidatura a sindaco di Sortino, comune interessato dal Parco e in cui si voterà il prossimo anno, invita alla prudenza e auspica la “correzione” del progetto.
“Non c’è nulla da festeggiare se non si tiene conto del futuro reale del territorio.
È necessario affrontare la vicenda con senso istituzionale, senza letture ideologiche.
Il punto non è mai stato l’opposizione al Parco in quanto tale, ma la necessità di correggere il progetto originario, intervenendo sia sulla perimetrazione sia sulle norme di gestione.
Nessuno ha mai detto “no” al Parco degli Iblei a prescindere.
Abbiamo sempre chiesto, con chiarezza e determinazione, di modificare la perimetrazione e alcune regole, affinché il Parco potesse diventare davvero uno strumento di tutela e sviluppo, non un vincolo calato dall’alto”.
Auteri invita al coinvolgimento di tutti i rappresentanti istituzionali del territorio, al di là degli schieramenti politici.
“Chiamo in causa tutti i colleghi, di maggioranza e opposizione, affinché si possa intervenire con una posizione comune su una vicenda che riguarda il futuro dell’intero comprensorio ibleo. Non è una battaglia di parte, ma una questione di responsabilità verso il territorio”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato di Fratelli d’Italia Luca Cannata, con una nota congiunta assieme al sindaco di Buscemi Michele Carbè, nella quale auspicano una fase di “coinvolgimento dei comuni, degli agricoltori, degli allevatori, delle imprese e di tutte le comunità che da generazioni vivono e custodiscono questi luoghi”.
“Siamo contro qualsiasi scelta calata dall’alto. Vogliamo che ogni decisione venga costruita insieme ai territori, ascoltando chi vive, lavora e investe in queste aree. La priorità oggi è garantire trasparenza, partecipazione e piena tutela delle comunità locali. Ambiente, agricoltura, allevamento, imprese, turismo e identità dei nostri borghi non devono essere messi in contrapposizione. Possono e devono diventare parte di un modello di sviluppo equilibrato che tuteli il patrimonio naturale senza compromettere il futuro economico e sociale delle comunità locali. Su questo saremo vigili, presenti e pronti a difendere gli interessi del territorio”.
Per Cannata e Carbè tra i temi che dovranno essere affrontati con chiarezza vi sono anche la gestione faunistica e il corretto equilibrio tra tutela ambientale, attività tradizionali e sicurezza del territorio, evitando decisioni assunte senza il necessario confronto con le comunità locali e con chi vive quotidianamente queste realtà.
”Nessuno può pensare che il Parco si traduca in nuovi vincoli senza adeguate compensazioni, senza opportunità concrete per il territorio e senza il pieno coinvolgimento delle comunità interessate. La tutela ambientale non può penalizzare chi da generazioni vive, lavora e custodisce questi luoghi. Non accetteremo che agricoltori, allevatori, proprietari e attività produttive siano chiamati a sopportare nuovi limiti senza adeguate garanzie, senza benefici concreti e senza una reale partecipazione alle scelte”.
Il sindaco di Buscemi ha anche manifestato la disponibilità a ospitare una sede operativa del futuro Ente Parco e a promuovere momenti di confronto pubblico con istituzioni, associazioni, categorie produttive e cittadini.
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