Siracusa, il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente esprime forte preoccupazione per quanto sta emergendo in queste ore in merito al servizio di igiene urbana del Comune di Siracusa, già da tempo oggetto di segnalazioni, criticità documentate e richieste formali di chiarimento rimaste senza risposta.
Tekra Srl, attuale affidataria del servizio, ha comunicato al Comune di Siracusa di aver proceduto all’affitto del ramo d’azienda comprendente anche il contratto di igiene urbana con il comune di Siracusa, indicando come società subentrante la RIS.AM. Srl, con decorrenza dal primo febbraio 2026.
“Tale comunicazione non risulta preceduta da alcun confronto pubblico né da una istruttoria trasparente resa nota alla cittadinanza. – spiega Davide Biondini, portavoce del comitato Ortigia Cittadinanza Resistente – Dalla visura camerale emerge che la società indicata come subentrante è stata costituita nel 2025, ha un capitale sociale di 20.000 euro, non risulta avere dipendenti e svolge attività amministrative di supporto per uffici: un profilo che appare del tutto incoerente rispetto alla complessità e al valore di un servizio pubblico essenziale che vale decine di milioni di euro e coinvolge l’intera città”.
Questa vicenda si inserisce in un contesto già difficile. Nei mesi scorsi il Comitato ha denunciato pubblicamente presunti disfunzioni del servizio Tekra, in particolare per lo spazzamento, il lavaggio delle strade, la gestione dei cestini portarifiuti, il diserbo, la comunicazione con i cittadini, la formazione nelle scuole e la totale assenza di strumenti di verifica come la customer satisfaction.
“A fronte di tali criticità, è stata presentata una richiesta di accesso agli atti al settore Igiene Urbana per conoscere su quali basi fossero state liquidate fatture mensili integrali. A quella richiesta, così come a un successivo sollecito formale, il Comune non ha mai risposto. Oggi, invece di fare chiarezza su controlli, certificazioni e pagamenti, emerge un’operazione societaria che sembra consentire a Tekra di uscire di scena senza che siano state accertate responsabilità, né chiariti i rapporti economici pregressi, e senza che vi sia, allo stato, una verifica pubblica dei requisiti del soggetto indicato come subentrante. A rendere il quadro ancora più allarmante è la notizia, riportata dagli organi di stampa, della denuncia delle organizzazioni sindacali di categoria, che parlano apertamente di un’operazione “lampo” condotta senza confronto con le parti sociali, con forti ricadute sui lavoratori e sulla continuità del servizio”.
Il Comitato ricorda che, “secondo il Codice dei contratti pubblici, il subentro in un appalto non è automatico e non può ridursi a una semplice “presa d’atto”. Il Comune ha il dovere giuridico di svolgere una istruttoria rigorosa, verificando che il nuovo soggetto possieda tutti i requisiti economici, tecnici e professionali richiesti dalla gara originaria e che l’operazione non costituisca un aggiramento delle regole di evidenza pubblica”.
Per queste ragioni, il Comitato “chiede che venga sospeso qualsiasi subentro, che siano resi pubblici tutti gli atti e le verifiche effettuate e che si risponda alle richieste sulla gestione del servizio negli ultimi anni, sui controlli svolti e sui pagamenti effettuati.
La trasparenza non è un’opzione, ma un obbligo, soprattutto quando si tratta di un servizio che incide quotidianamente sulla qualità della vita dei cittadini e sull’immagine della città”.
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