Mentre ad Agrigento si celebravano gli Stati generali del movimento, con la presenza di Giuseppe Conte, al quale La Vardera ha assicurato il sostegno alle primarie nazionali, e si accoglieva l’ex pm Antonio Ingroia, la segreteria regionale di Controcorrente chiedeva le dimissioni del vicesindaco Giovanni Crosta.
Crosta, nominato dal sindaco eletto qualche mese fa, Michele Sodano, espressione proprio di Controcorrente, ha ereditato alla morte del padre, una villa abusiva di contrada Zingarello, non ancora sanata.
Il movimento riconosce che l’abusivismo non è imputabile al vicesindaco, ma contesta le dichiarazioni iniziali sul fatto che l’edificio fosse del tutto disabitato, affermazioni poi smentite dall’uso saltuario dell’immobile in alcune festività.
Il movimento parla di una decisione “sofferta ma necessaria” e “di opportunità politica circa la permanenza in giunta di un assessore con una pratica di sanatoria pendente presso lo stesso ente che amministra”.
La richiesta di dimissioni è stata inoltrata al sindaco, “restando in attesa del passo auspicato”.
Da parte sua, Crosta parla di una “campagna mediatica di estrema violenza” precisando che sulla casa pende una richiesta di sanatoria fin dal 1985.
Una vicenda che riporta alla mente una massima del leader socialista Pietro Nenni: “Gareggiando a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura”.
Michele Sodano afferma di avere appreso soltanto dagli organi di stampa della richiesta di dimissioni e di avere chiesto che la vicenda venisse esaminata approfonditamente nelle sedi competenti di Controcorrente, a partire dal Collegio dei Probiviri, prima di giungere a “conclusioni che, senza un esame completo dei fatti, rischiano di essere affrettate”.
Sodano annuncia la convocazione di una riunione delle cariche agrigentine di Controcorrente per un confronto sulla situazione e per valutare il da farsi.
Il sindaco tuttavia esprime sulla vicenda due osservazioni.
“La prima. Chi eredita, insieme alla sorella, una casa costruita dal padre, sulla quale pende un’istanza di sanatoria presentata oltre quarant’anni fa dallo stesso genitore, oggi defunto, non può per questo essere considerato una persona di dubbia integrità morale.
E, naturalmente, sul piano giuridico, a Giovanni Crosta non è contestato alcun reato, né alcuna ipotesi di reato.
Il fatto che abbia trascorso alcune festività estive in quell’abitazione non cambia la natura della vicenda, tanto più che fu lo stesso Giovanni Crosta, già nel 2015, a far cessare, come documentato, la fornitura dell’acqua dell’immobile.
La seconda riguarda Giovanni Crosta come amministratore.
Crosta non è un amico da difendere. È, invece, uno dei migliori amministratori che Agrigento abbia avuto, un lavoratore instancabile, la cui azione in questi primi mesi ha già prodotto effetti tangibili, dal rafforzamento dei nuclei ambientali della Polizia Municipale all’avvio della regolamentazione dei mercati di Villaggio Peruzzo e di via Ugo La Malfa.
Perdere un amministratore di questo valore rappresenterebbe una grave sconfitta per la nostra città e la vittoria di un soggetto che, prima da candidato a sindaco e poi attraverso una surreale testata giornalistica, ha fatto della diffusione di ricostruzioni false e distorte la propria modalità di azione”.
“Su questa vicenda ascolterò tutti, valuterò tutti gli elementi e, come Sindaco, assumerò le decisioni che competono alla mia responsabilità, nell’esclusivo interesse della città e nel pieno rispetto della legalità”.
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